Posted On 20 luglio 2017 By In News, Sostenibilità With 32 Views

Italia coinvolta nel progetto Ue per un’economia più green

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L’economia sostenibile passa per l‘agricoltura metropolitana. Questo è l’obiettivo del progetto Madre ( Metropolitan Agriculture for Developing an innovative, sustainable and Responsible Economy), avviato a febbraio 2017, e che si porterà avanti fino a luglio 2018

Nei giorni scorsi i partner si sono riuniti a Bologna e durante l’incontro i referenti del progetto, in arrivo dai cinque paesi europei interessati (Francia, Italia, Grecia, Spagna e Albania) hanno presentato i risultati delle loro prime ricerche ed evidenziato i possibili punti di forza e di debolezza per l’applicazione di un modello concreto di agricoltura urbana e peri-urbana nei rispettivi territori. Il programma è co-finanziato dal programma Interreg Med e dal Fondo europeo di sviluppo regionale Fesr e i partner sono: Avitem – Agenzia per le Città e i Territori Sostenibili del Mediterraneo di Marsiglia, ente capofila del progetto; Anima Investment Network; Ciheam-Maim – Centro Internazionale di Studi Avanzati sull’Agronomia del Mediterraneo – Istituto di Agronomia di Montpellier; MedCities – Network Mediterraneo per lo Sviluppo Urbano Sostenibile di Barcellona, l’Università Aristotele di Salonicco e l’Università Agraria di Tirana. A questi si aggiunge, unica realtà italiana, la Città metropolitana di Bologna. Il progetto vede il coinvolgimento di sei grandi aree metropolitane, Bologna, Barcellona, Marsiglia, Montpellier, Salonicco e Tirana, della zona del Mediterraneo.

 Nei prossimi mesi i partner continueranno a lavorare in autonomia in attesa di rivedersi in autunno per sei workshop tematici dedicati all’innovazione per i coltivatori, per i consumatori, per la ricerca accademica, per il territorio, per la società e per la collaborazione transazionale. L’obiettivo degli incontri sarà quello di redigere un catalogo di buone pratiche e proposte concrete, per aumentare la consapevolezza di tutti gli attori sociali sui vantaggi che la diffusione dell’agricoltura urbana e peri-urbana può portare.

 

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