Posted On 30 agosto 2017 By In Innovazione, News With 150 Views

Blockchain e IoT. Il futuro della supply chain?

EggsTheprocurement
Lo scandalo delle uova contaminate dall’insetticida Fipronil ha assunto dimensioni considerevoli, sono almeno 15 i paesi europei coinvolti e milioni le uova ritirate e distrutte.
Tutto è partito da Belgio e Olanda, per poi propagarsi negli scaffali di supermercati, bar, caffetterie e catene di catering di paesi come Germania, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Svezia, Austria, Irlanda, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Lussemburgo, oltre a Svizzera e fino a Hong Kong.

La catena di approvvigionamento alimentare è grande e complessa; Comprende un gran numero di soggetti, molti dei quali compilano i loro registri manualmente, rendendo estremamente difficile tracciare il viaggio delle merci.
In questo caso, quindi, l’identificazione dei prodotti contaminati non è compito facile ma, come proposto da un articolo pubblicato dal quotidiano economico francese Les Echos, a firma di Scott Clarke, vice presidente di Cognizant, la blockchain potrebbe essere una soluzione per il futuro e non solo in campo alimentare.Tecnologia relativamente nuova, è formata da blocchi di informazioni protette con algoritmi complessi, difficili da hackerare, cancellare o modificare e fornisce una trasparenza totale sulle varie fasi della catena di approvvigionamento di un prodotto, impedendo la diffusione, ad esempio, di merci contaminate e riducendo la frode alimentare, stimata in 40 miliardi di dollari.

Inoltre, sempre secondo Scott Clarke, unendo la blockchain con l’ Internet of Things (IoT), i marchi possono tracciare la provenienza delle merci, monitorare la temperatura in tutta la catena del freddo, con una serie di letture associate tra loro in ordine cronologico, migliorando la qualità della merce presentata negli scaffali dei negozi.

Una volta standardizzata, la blockchain avrà un impatto positivo sugli accordi commerciali, rendendo i processi con i fornitori più fluidi e veloci, riducendo i costi, eliminando le tasse bancarie inutili, abbassando i prezzi finali.

La sua introduzione, però non sarà facile, le aziende dovranno fare i conti con i costi di attuazione, il deficit di competenze interne ed esterne e la gestione dei conflitti tra i partner commerciali, chiamati a fornire trasparenza totale e contratti intelligenti.

Voi cosa ne pensate? Quali limiti e opportunità vedete in questa tecnologia? Entrerà presto a far parte delle vostre realtà lavorative?

 

 

 

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