Posted On 3 maggio 2018 By In Sostenibilità With 21 Views

Acquisti sostenibili, Uni organizza un incontro per spiegare la UNI ISO 20400

Uni nuovo

UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, organizza un incontro di presentazione della norma UNI ISO 20400 a Milano, il 22 maggio 2018, alle 14.30. L’incotro si terrà nella Sala Leonardo da Vinci presso la sede UNI, in Via Sannio 2, Milano.

La norma UNI ISO 20400 fornisce una guida per integrare la sostenibilità negli acquisti, come richiesto dalla UNI ISO 26000. Più in dettaglio, supporta le organizzazioni nel gestire la responsabilità di sostenibilità spiegando cosa sono gli acquisti sostenibili, cosa si intende per impatti e considerazioni di sostenibilità nell’attività di acquisto (politica, strategia, organizzazione, processo), come attuare acquisti sostenibili.

Ogni organizzazione che desideri comportarsi in modo responsabile e contribuire agli obiettivi ONU 2030 dovrebbe integrare con politiche di sostenibilità le pratiche di acquisto e la gestione delle catene di fornitura. Gli acquisti, infatti, hanno un impatto ambientale, sociale ed economico, e rappresentano un potente strumento per la sostenibilità.

L’incontro è rivolto a supply chain manager, buyer, tecnici degli acquisti, responsabili della qualità, della sicurezza e dell’ambiente, pubbliche amministrazioni e studenti. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione online a questa pagina.

Le richieste saranno accolte fino al raggiungimento della capienza della sala.

QUI il programma dettagliato dell’incontro.

Per informazioni: comunicazione@uni.com

Segnaliamo che all’incontro interverrà anche la dott.ssa Ornella Cilona, Responsabile politiche CSR CGIL Nazionale – Presidente commissione “Responsabilità sociale delle organizzazioni” UNI, già intervenuta al nostro Sustainable Procurement Summit ’17, il 18 ottobre scorso, presso Banca Mediolanum.

Qui di seguito vi proponiamo il suo contributo, pubblicato su The Procurement Magazine (Anno 3 N° 5 novembre-dicembre 2017).

 

La nuova norma ISO 20400 sugli acquisti sostenibili

di Ornella Cilona

Anche le norme contribuiscono allo sviluppo di una società migliore. All’inizio di quest’anno è stato pubblicato Iso 20400 sugli acquisti sostenibili, “figlio” delle linee guida Iso 26000 sulla responsabilità sociale delle organizzazioni. L’uscita della sua traduzione in italiano è prevista nelle prossime settimane. Oltre cinquanta enti di normazione e più di dieci organizzazioni internazionali – fra le quali l’Ocse, le Nazioni Unite e la Commissione europea – hanno partecipato al gruppo di lavoro che ha redatto Iso 20400. Queste Linee guida definiscono che cosa sono gli acquisti sostenibili e chiariscono le politiche, le strategie e il processo relativi a questo tema, fornendo indicazioni su come un’organizzazione può comprare beni e servizi con conseguenze positive sulle comunità e sull’ambiente. Gli acquisti sostenibili sono, infatti, definiti come quegli “acquisti che hanno gli impatti ambientali, sociali ed economici più positivi possibili nell’intero ciclo di vita e che puntano a ridurre al minimo gli effetti avversi”.

Quale è il rapporto fra la nuova norma e Iso 26000, pubblicata sette anni fa? Il messaggio che esce dal testo è molto chiaro: quando un’organizzazione sviluppa le proprie politiche in materia di acquisti sostenibili dovrebbe considerare tutti e sette i temi fondamentali della responsabilità sociale individuati da Iso 26000. In pratica, dunque, un’organizzazione e la propria funzione degli acquisti devono intendere le questioni di sostenibilità in modo olistico, vale a dire con un approccio globale. I sette temi fondamentali citati da Iso 26000 sono:

 

– Governo (governance) dell’organizzazione

– Diritti umani

– Rapporti e condizioni di lavoro

– L’ambiente

– Corrette prassi gestionali

– Aspetti specifici relativi ai consumatori

– Coinvolgimento e sviluppo della comunità

 

Sono sette i capitoli di Iso 20400. I primi tre contengono lo scopo e il campo di applicazione, i riferimenti normativi e le definizioni dei termini utilizzati. Il quarto capitolo offre una panoramica dei temi fondamentali inerenti la responsabilità sociale che devono guidare le politiche di un’organizzazione mentre il quinto si concentra su come la sostenibilità si integra nelle strategie di acquisto. I due capitoli successivi si rivolgono a coloro che in un’impresa, a esempio, si occupano di comprare beni o servizi. Il sesto riguarda l’organizzazione della funzione acquisti in un’ottica di sostenibilità, mettendo in evidenza come un sistema di misurazione delle prestazione garantisce che l’organizzazione rispetti le proprie priorità per quanto riguarda gli acquisti sostenibili. Entrano così in gioco i KPI (Key performance indicators), che possono essere di processo, di prodotto, di risultato e di impatto. L’ultimo capitolo spiega come si integra la responsabilità sociale nel processo legato all’acquisto di un bene o un servizio. Completano la norma tre allegati di carattere informativo sul rapporto fra le questioni di responsabilità sociale poste da Iso 26000 e le possibili azioni di acquisto sostenibile, sui contenuti di Iso 26000 e sugli approcci concreti che si possono avere in materia.

I principi chiave degli acquisti eticamente responsabili sono dodici, secondo Iso 20400, ma mi limiterò a citarne due particolarmente rilevanti. Il primo è la responsabilità di rendere conto (accountability). “Un’organizzazione” vi si legge “dovrebbe rispondere per le proprie conseguenze sulla società, sull’economia e sull’ambiente. Nell’ambito degli acquisti, ciò include nello specifico la responsabilità di rendere conto per gli effetti e per quelli sulle catene di fornitura di un’organizzazione, dal punto di vista del ciclo di vita di beni e servizi”. L’analisi di tutti i costi è un altro principio chiave fondamentale: se un’organizzazione vuole essere sostenibile, non può comprare un bene o un servizio solo perché ha un prezzo conveniente ma deve guardare all’insieme dei costi. Fra questi figurano tutti quelli sostenuti nell’intero ciclo di vita, il rapporto prezzo/qualità raggiunto e i costi/benefici per la società, l’ambiente e l’economia derivanti dalle attività di acquisto da parte dell’organizzazione.

E’ importante mettere in evidenza tre aspetti di Iso 20400. In primo luogo, non intende sostituirsi alla legislazione e alle regolamentazioni già esistenti sull’argomento ma offrire uno strumento tarato sulle esigenze di soggetti pubblici e privati. “Un’organizzazione” specifica, infatti la norma “dovrebbe tendere a essere al corrente di ogni violazione lungo tutta la propria catena di fornitura e incoraggiare attivamente i propri fornitori a rispettare la legge”. Un secondo aspetto centrale è il tema dell’identificazione e del coinvolgimento degli stakeholder legati agli acquisti sostenibili. Fra i soggetti interessati rientrano quelli “interni” all’organizzazione come i dipendenti e l’alta direzione, l’intera catena di fornitura e gli “esterni” (pubblica amministrazione, clienti, sindacati, ONG). Un rapporto costante con gli stakeholder è fondamentale non solo per gestire i rischi (e le opportunità) derivanti dagli acquisti e per rispondere alle aspettative dei differenti soggetti ma soprattutto perché uno dei principi della sostenibilità è proprio il coinvolgimento attivo di quanti sono toccati, in positivo o in negativo, dalle azioni e dalle decisioni prese da un’organizzazione. Un terzo tema di grande importanza in Iso 20400 è quello della necessità di applicare i principi della sostenibilità nei vari anelli della catena di fornitura. Sono ancora troppe, infatti, le imprese, anche di grandi dimensioni, che chiudono gli occhi di fronte alle violazioni di carattere ambientale o sociale perpetrate dai propri fornitori o che ignorano di quanti anelli si compone la catena di piccole aziende che lavorano per loro. Iso 20400 considera la questione sia dal punto di vista dell’organizzazione che da quello dei fornitori. E’ evidente che i ritardati pagamenti, i tempi di consegna irrealistici o i bassi prezzi imposti per beni e servizi non solo possono portare al fallimento un piccolo fornitore ma producono anche conseguenze negative per il benessere della società. D’altro lato, un’organizzazione subisce una pesante perdita di reputazione se un proprio fornitore, per esempio, utilizza lavoro minorile o inquina le falde acquifere.

 

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