Posted On 30 agosto 2017 By In Dalla Redazione, Top 5 With 67 Views

Mondadori, acquisti e letteratura. Dal mondo del procurement al suo primo romanzo

Projekt:Verlagsgebäude Mondadori
Architekt:Oskar Niemeyer
Ort:Segrate,Mailand

Riportiamo di seguito l’intervista ad Andrea Munari, CPO di Gruppo Mondadori, a cura di Micol Barba, responsabile della redazione, pubblicata sul magazine “The Procurement – Facility Management” (Anno 3 Numero 3) nella sezione Parola al CPO.

Varcare i cancelli della sede di Gruppo Mondadori, invita ad immergersi in una dimensione affascinante, dove svettanti e imponenti colonne sembrano levarsi da un placido specchio d’acqua, il tutto circondato da un verde scintillante.

Ideato nel 1968 dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, su commissione di Giorgio Mondadori, negli anni, l’edificio di Segrate, alle porte di Milano, mantiene intatto il suo impatto visivo ed emotivo, indifferente al passare del tempo e ai grandi cambiamenti, non solo dell’editoria.

Qui, al quinto piano, una mattina assolata di giugno, ho incontrato, tra scaffali traboccanti di libri e riviste, Andrea Munari, uno spirito versatile, uomo di Procurement e autore de “La vita soltanto”, il suo primo romanzo, fresco di stampa.

Più per capacità che per aspirazione, Andrea Munari oggi ricopre il ruolo di CPO del Gruppo Mondadori, ma il suo percorso parte da una formazione umanistica, con una laurea in Lettere Moderne.

Caporedattore degli Oscar Mondadori fino al 2002, ha poi iniziato il suo percorso all’interno della supply chain, diventando prima responsabile di produzione nell’allora RCS libri, oggi Rizzoli Libri, per poi occuparsi di acquisti, sempre in RCS, con il Corriere della Sera. Tornato in Mondadori, è diventato responsabile acquisti della divisione Periodici e infine direttore acquisti del gruppo.

Il suo non è un ruolo semplice, ha imparato a gestire una realtà complessa costituita da molte società, con esigenze diverse.

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Il suo segreto per un buon procurement?

Credere sempre in sé stesso, essere affidabile, consapevole del fatto che occuparsi di acquisti si concretizza in un servizio per gli altri. Fondamentale, poi, avere l’abilità di agire in modo più o meno veloce a seconda delle necessità, oltre a dover conoscere, non solo il proprio ambito, ma anche gli aspetti amministrativi e finanziari connessi al proprio ruolo.

E come evolverà il procurement tra 10 anni?

Soppesando lo sviluppo tecnologico in corso, Munari il futuro lo vede così: “Completato il percorso che porta all’E-Procurement, i processi saranno gestiti con varie piattaforme. Non credo, tuttavia, che ci sarà una smaterializzazione completa delle carte, i contratti dovremo comunque firmarli, gli ordini li dovremo emettere, ma di sicuro ci sarà un’evoluzione”.

Dagli acquisti alla scrittura. Andrea Munari ha da poco pubblicato un romanzo, “La vita soltanto” (Cairo Editore), che vede come protagonista Germa, una donna nata alla fine della Grande Guerra a Casagiamarra, frazione di Vetto, in provincia di Reggio Emilia, per poi trasferirsi a Milano. E’ una storia familiare che attraversa quasi un secolo e si intreccia con i grandi avvenimenti che hanno segnato il nostro Paese. Nato per lenire una ferita, quella della morte della nonna, Munari ci ha messo 18 anni per terminarlo. “Ho iniziato subito dopo la morte di mia nonna e poi l’ho portato avanti. Non essendo uno scrittore di professione, bisogna aspettare che ogni capitolo fluisca in te e se fai un lavoro complicato come quello di qualsiasi CPO di questo mondo, il tempo per te stesso è limitato e relativo”.

“La struttura del libro è composta di un primo capitolo che si chiama Omega e un ultimo capitolo che si chiama Alfa, una struttura circolare come quella della vita stessa. Non è detto che la nascita sia Alfa. Alfa potrebbe essere anche la morte”.

Nella sua narrazione, le vicende dei personaggi si intersecano, a vari livelli, con quelle di un’Italia segnata dal ventennio fascista, la guerra, il boom economico, gli anni di piombo. In qualche modo è possibile ritrovarne una sua lettura personale?

Non c’è un mio giudizio politico sulle cose successe. Può esserci un giudizio morale mio personale sotto la forma di alcuni personaggi, ma più che altro sono i personaggi della storia che sviluppano il proprio pensiero.

E’ stato difficile tratteggiare una figura femminile, pur essendo sua nonna?

Onestamente no. Penso che in ogni essere umano ci sia una componente maschile e una femminile. Diciamo che in questo caso si trattava di ascoltare un po’ di più quella femminile, che in un uomo inevitabilmente è minoritaria ma che certamente esiste.

Suggestivo il titolo del suo romanzo, “La vita soltanto”, a quale significato è riconducibile?

Tutti noi ci accaniamo a farci delle domande e a cercare delle risposte mentre semplicemente dovremmo limitarci a vivere la vita di tutti i giorni perché quello che ci circonda è la vita soltanto, una vita che sempre e comunque in ogni circostanza vale la pena di essere vissuta. Se a questo debutto letterario Andrea Munari darà un seguito ancora non lo sa, ma di sicuro gli piacerebbe.

“Ho tante idee ma bisogna avere il tempo che queste idee si incanalino nella giusta direzione”.

SCELTA

Andrea Munari, CPO di Gruppo Mondadori

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