Posted On 13 settembre 2017 By In Acquisizioni With 351 Views

Made in Italy sempre più straniero

La lista delle aziende vendute ad holding straniere non si ferma e il tanto decantato Made in Italy fa pratica con nuovi idiomi.

L’ultima acquisizione d’eccellenza, è quella dell’ Aceto Balsamico di Modena (Igp) di Acetum Spa, comprato dalla britannica Twinings, il famoso produttore di tè,  che fa seguito ad un’altra importante operazione, che ha visto lo storico brand Buccellati, passare ai cinesi del gruppo Gansu Gangtai Holding che si sono assicurati l’85% delle quote azionarie.

Come sappiamo la lista è lunga, anzi lunghissima, e il fenomeno della vendita dei brand italiani non è certamente nuovo. Soltanto dal 2008 al 2012, sono 437 le aziende italiane  passate in mano straniera, come racconta un report del 2013, presentato dall’Eurispes,  ‘Outlet Italia. Cronaca di un Paese in (s)vendita’.

Se da un lato queste operazioni depauperizzato il sistema paese, le singole aziende coinvolte spesso riescono a trarre vantaggio da questa emigrazione, come dimostra un’ indagine di Prometeia (“L’impatto delle acquisizioni dall’estero sulla performance delle imprese italiane”) realizzata per l’Ice, che mostra come, dalla fine degli anni Novanta ad oggi le imprese acquistate da gruppi stranieri abbiano registrato buone crescite per quanto riguarda il fatturato annuale (+2,8%), l’occupazione (+2%), la produttività (1,4%).

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