Posted On 5 maggio 2017 By In Acquisti in team, Finance With 473 Views

Il 2016 è stato l’anno delle acquisizioni

Il 2016 è stato un anno attivo per il mercato delle fusioni ed acquisizioni nel settore delle tecnologie digitali a livello mondiale. Il valore delle operazioni è risultato essere parti a oltre 500 miliardi di dollari. Tra tutte le opzioni strategiche di sviluppo dell’innovazione, sia interne che esterne, l’M&A è la risposta tipicamente più efficace per coprire l’esigenza di integrare elementi innovativi nel proprio modello di business in tempi rapidi. Si tratta dunque di acquisire le imprese con un business consolidato, che hanno soluzioni già sviluppate, e un posizionamento sul mercato commerciale ben avviato. Il peso delle operazioni che hanno coinvolto almeno un’impresa straniera (come acquirente o come target di acquisizione) si è mantenuto costante rispetto al 2015 pari al 45% (44 su un totale di 98 operazioni), mentre nel 2014 le operazioni cross-border erano state addirittura preponderanti. Ciò che è cambiato nel 2016 è la ripresa di un ruolo più attivo delle imprese italiane all’estero: il numero di acquisizioni di imprese straniere da parte delle imprese italiane è passato da 13 a 21 nel 2016.

Osservando i modelli di business degli attori coinvolti nelle operazioni in ambito digital, si può evidenziare come quasi la metà delle operazioni (47 su 98 nel 2016) sono state effettuate tra aziende con modelli di business omogenei. Nel dettaglio si parla di 18 operazioni sono avvenute tra software House e ISV, guidate principalmente da obiettivi di estensione della propria offerta con nuove soluzioni e per sfruttare le sinergie commerciali e 12 operazioni avvenute tra System integrator, che hanno puntato ad inserire competenze specifiche su ambiti verticali e, in particolare per gli operatori italiani, a crescere dimensionalmente per competere con i grandi player internazionali.

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