Posted On 8 febbraio 2016 By In Anthology With 533 Views

Cina, al via nuove sfide: in primis ecco l’e-commerce e le tecnologie emergenti

Il nuovo anno per la Cina non sarà catastrofico, ma le sfide sono enormi. Dalla moneta in rapido deprezzamento, alla volatilità dei mercati finanziari.

Inizio con particolare cautela da parte della Cina, per fissare l’obiettivo di crescita del 2016: Pechino ha stabilito un obiettivo di espansione del Pil tra il 6,5 e il 7%, in rallentamento dal 7% messo nel mirino per il 2015. Non sono pochi i grattacapi economico-finanziari per la seconda economia del mondo con un mercato interno che deve crescere abbastanza per evitare <<l’atterraggio pesante>> rispetto ai ritmi di crescita spaventosi che si sono riscontrati nel recente passato. Secondo Anthony Chan, economista per l’Asia di AB-AllianceBernstein: … “nelle ultime settimane, i responsabili politici cinesi hanno dovuto confrontarsi con le borse in caduta libera che hanno causato un’ingente fuoriuscita di capitale, con il deprezzamento dello yuan e con lo sgomento internazionale per il continuo rallentamento del tasso di crescita del Paese”.
Secondo l’esperto: “la Cina attua le sue riforme facendo spesso due passi avanti e uno indietro. Se l’anno scorso è avanzato di due passi, l’anno della scimmia in apertura vedrà forse i responsabili delle politiche economiche indietreggiare di un passo, nel tentativo di gestire la pressione esercitata dai mercati finanziari e dalle difficoltà valutarie ed economiche”.  Il problema del passaggio dal vecchio modello economico a quello del prossimo futuro è centrale. “Mentre la <<old economy>> dell’industria e della produzione a basso valore aggiunto inesorabilmente decelera, il settore dei servizi, specialmente l’e-commerce e i servizi finanziari, prosegue con il suo trend di crescita e consolidamento. Questo riequilibrio strutturale indica con ogni probabilità che l’anno della scimmia non sarà testimone di un catastrofico crollo della crescita”.
L’idea di massima è che anche la gestione del cambio sarà centrale, a maggior ragione dopo che il renminbi si è sganciato dal dollaro e deprezzato. “Pechino ha speso grandi quantità delle proprie riserve in dollari nel tentativo di rafforzare il renminbi. Poiché questa tattica non ha funzionato, il governo dovrà fare una riflessione”.
Anthony Chan sul fronte dei mercati evidenzia che: “L’estrema turbolenza che ha colpito le azioni cinesi a metà 2015 e di nuovo all’inizio del 2016 potrebbe attenuare la forte propensione dei responsabili politici a sostenere i mercati azionari interni nella speranza che diventino un importante canale di finanziamento per le imprese del paese. Il reddito prodotto scambi nei mercati azionari nel 2015 ha costituito un importante sostegno al settore dei servizi interni. Nell’anno della scimmia è probabile che i mercati azionari proveranno a far proseguire la crescita”.