Posted On 5 maggio 2016 By In Anthology With 1032 Views

Il CCO: ovvero il comunicatore aziendale

Sempre più in crescita il valore del comunicatore per le aziende, nelle quali assume sempre più un ruolo strutturale, di integrazione e costruzione. Ecco la ricerca della Page Society…

In aumento l’importanza dello chief communication officer, all’interno delle aziende nelle quali oggi deve essere in grado di svolgere principalmente 3 ruoli, uno di tipo strutturale uno di integrazione e uno di costruzione. E’questo il dato che emerge da ‘The new chief communication officer: transforming enterprises in a changing world‘, il rapporto realizzato dalla Arthur W. Page Society, l’associazione statunitense che riunisce i direttori delle prime 500 aziende della classifica di Fortune, e presentato il 4 maggio a Milano.

Secondo tale rapporto, il Cco è diventato non solo un attore centrale nell’elaborare la strategia di gestione della reputazione e di coinvolgimento degli stakeholders aziendali, ma anche un leader nel costruire l’identità aziendale e nel fornire consulenza sulle strategie fondamentali legate al business.

Ecco gli aspetti fondamentali dello Chief Communication Officer:
a) strategic business leader e consulente;
b) steward della reputazione aziendale;
c) comunicatore efficace;
d) costruttore di relazioni con gli stakeholder.

Il nuovo Cco dovrà essere in grado di collaborare in maniera ancora più stretta con altre figure chiave aziendali, quali il responsabile risorse umane in merito ad aspetti come l’identità aziendale ed il rapporto azienda-dipendenti, il responsabile della struttura tecnologica informativa per sviluppare una più ampia capacità di analisi dei dati aziendali, e il responsabile marketing, per armonizzare il brand e le attività mirate al customer engagement con le azioni mirate agli altri stakeholders.

In questa posizione il Cco deve essere in grado anche di ripensare al concetto di team per permettere una maggiore integrazione funzionale e una più stretta collaborazione tra diverse figure aziendali, favorendo la diversificazione delle competenze.

In conclusione possiamo affermare che secondo questo rapporto la maggiore sfida per il comunicatore è rappresentata dalla necessità di costruire un processo di “advocacy” mediante una modalità basato sul coinvolgimento individuale. Per fare ciò il CCO dovrà essere in grado di costruire sofisticate piattaforme tecnologiche capaci di mappare gli stakeholders, di favorire la loro conoscenza e di sistematizzare il processo di engagement non tanto come cluster ma come individui.

Se rivolti alla comunicazione interna all’azienda, tali sistemi potranno essere usati per migliorare l’engagement, formare e mettere in grado i collaboratori di comunicare l’immagine dell’azienda per migliorarne la reputazione.
Se orientati alla comunicazione esterna, questi sistemi saranno utili a trarre conclusioni circa i comportamenti e le attività dei principali gruppi di stakeholders e veicolare messaggi, contenuti o opportunità mirate a un coinvolgimento personale o ad azioni congiunte.