Posted On 16 novembre 2015 By In Anthology With 533 Views

Metano. La questione approvvigionamento in Alto Adige.

Il conflitto in corso fra Ucraina e Russia ha generato timori anche fra gli altoatesini per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas metano durante i mesi invernali.
In Alto Adige gli allacciamenti al gas metano sono oltre 60mila, ed è dunque comprensibile che fra i consumatori ci sia paura e timore per una ricaduta anche su scala locale degli effetti della guerra in Ucraina, sotto forma di un blocco nella fornitura di gas. Sul tema si sono recentemente confrontati il direttore del Dipartimento ambiente ed energia Florian Zerzer, il direttore generale di SELGAS NET Michele Gilardi, e i rappresentanti del Centro tutela consumatori utenti Walter Andreaus e Priska Auer.
Nonostante i rapporti fra Mosca e Kiev siano molto tesi non vi è motivo di avere timori per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas metano in Alto Adige nei mesi invernali. Ciò si evince dal fatto che l’Italia dispone di stoccaggi di gas naturale per ca. 16,6 miliardi di metri cubi, in espansione entro il 2016 sino a raggiungere quota 20 miliardi, e anche grazie al fatto che a Bruxelles è stato sottoscritto un accordo fra Unione Europea, Russia e Ucraina che garantisce le forniture.

Questo può essere sicuramente un modo per tranquillizzare gli abitanti e in ogni caso – ha aggiunto Florian Zerzer – l’obiettivo principale è quello di elaborare un piano a 360 gradi per garantire al massimo, e durante tutto l’anno, l’approvvigionamento di metano sul territorio, partendo da una serie di interventi che rispondano a criteri di qualità e sostenibilità finanziaria”. Complessivamente, il gas naturale importato in Italia proviene da Russia, Libia, Algeria, Norvegia e Paesi Bassi, e raggiunge la penisola attraverso i 4 metanodotti di Tarvisio, Passo Gries, Mazara del Vallo e Gela. Dei 67,7 miliardi di metri cubi di gas importati in Italia nel 2012, la parte che attraversa l’Ucraina, è pari a circa il 35% del totale.