Posted On 23 febbraio 2016 By In Anthology With 533 Views

Spending review: 18 miliardi di risparmi nel 2015

Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, gli interventi sulla spesa determinati dal Governo nel 2014 e nel 2015 hanno portato a una riduzione degli esborsi pari a 18 miliardi nello scorso anno; se a questi si uniscono i provvedimenti ulteriori indicate nella legge di stabilità per il 2016, si arriva a un saving totale di 25 miliardi di euro nel 2016.

Questi risparmi – che hanno consentito di finanziare alcune delle misure a sostegno della crescita e dell’occupazione, afferma sempre il Ministero – sono stati calcolati in relazione agli effetti netti che hanno prodotto, per tener conto degli effetti fiscali e contributivi negativi sulle entrate. Alla riduzione della spesa nel settore del pubblico impiego, per esempio, è correlata una riduzione delle imposte sul reddito e dei contributi sociali.
Questi meccanismi di razionalizzazione e di efficientamento della spesa pubblica (ottenuti spesso tramite la riduzione delle centrali d’acquisto e la rinegoziazione delle forniture, com’è accaduto nel settore sanitario) portano un tocco d’ottimismo in un quadro generale non brillantissimo: in gennaio le rilevazioni Istat rivelavano prezzi congelati in molti fra i principali capoluoghi italiani (Milano, Firenze, Perugia, Palermo, Reggio Calabria e Ravenna) mentre addirittura in lieve deflazione erano Bari, Potenza, Trieste e Verona. L’inflazione su base annua, a gennaio, aumenta solo dello 0,3%, mentre molto più alti sono in media gli aumenti delle tariffe (da quelle del servizio idrico alle autostrade, aumentate dal 3,4 al 6,5% nell’ultimo anno). L’andamento generale dell’economia, sempre secondo la nota mensile 01/2016 dell’Istat, vede “Le prospettive economiche delle famiglie e delle imprese … evolversi in modo diverso. Mentre per le prime ci si attende il proseguire della crescita del reddito disponibile, per le imprese non si segnala ancora un generalizzato aumento dei ritmi produttivi…. l’indicatore anticipatore dell’economia rimane positivo … ma con un’intensità più contenuta rispetto ai mesi precedenti”.