Posted On 19 novembre 2015 By In Benchmark With 475 Views

Ambiente: 2014 anno record per le emissioni di gas serra.

A poche settimane dalla conferenza di Parigi sul clima delle Nazioni Unite (Cop21) durante la quale la capitale francese sarà il centro del mondo (30 novembre – 11 dicembre), continuano ad arrivare dalla comunità scientifica gli avvertimenti riguardanti la brutta piega che sta prendendo il clima della terra. Attualmente non passa giorno o settimana in cui non ci sia una notizia ad esso legata, ultima in ordine cronologico lo scioglimento del Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa situato in Abruzzo, o l’insolito tifone Chapala che ha colpito lo Yemen, nella penisola arabica.
Le emissioni di gas serra nell’atmosfera, ovvero anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e biossido di azoto (NO2), hanno raggiunto un nuovo record. E quanto emerge da una analisi condotta dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) nell’ultimo “The greenhouse gas bulletin 2014”: tra il 1990 e il 2014 c’è stato un aumento del 36% del forcing radiattivo (l’effetto che riscalda l’atmosfera) a causa di gas serra provenienti da attività antropiche ovvero causate dall’uomo.
Il 2014 è stato l’anno record per le emissioni di CO2. In questo momento con questi livelli c’è il rischio che nei prossimi anni vivremo con una concentrazione sopra le 400 parti per milione, e questa non è sicuramente una buona notizia.
“Ogni anno registriamo un nuovo record di concentrazioni di gas serra”, ha dichiarato Michel Jarraud, segretario generale del Wmo. “E ogni anno si dice che il tempo sta per scadere. Dobbiamo agire quanto prima per ridurre drasticamente le emissioni di gas a effetto serra, se vogliamo avere la possibilità di mantenere l’aumento delle temperature a livelli gestibili”.
Nel 2014, secondo i dati dell’Organizzazione, abbiamo raggiunto le 397,7 parti per milione di CO2 (ppm), mentre nell’emisfero nord le concentrazioni hanno superato il limite simbolico delle 400 ppm nella primavera dello scorso anno. “Presto vivremo con una concentrazione di CO2 sopra le 400 parti per milione”, ha affermato Jarraud. “Ciò significa temperature globali più calde, eventi meteorologici più estremi come ondate di calore e inondazioni, scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento del livello del mare e una maggiore acidità degli oceani”.
La situazione a rischio ci deve spingerci come società a chiedere a gran voce degli impegni precisi e non procrastinabili da chi le decisioni ha il potere di prenderle. È già successo che la società civile e i cittadini abbiano avuto il potere di sovvertire sorti che parevano già decise. Questa volta non possiamo non ricercare un piano credibile per invertire la pericolosa rotta imboccata dal cambiamento climatico legata al surriscaldamento da emissioni gassose poiché riguarda tutti noi.