Posted On 18 novembre 2015 By In Benchmark With 508 Views

Banda larga come servizio universale: Le prospettive future.

L’innesto di novità porta sempre con sé una ventata di entusiasmo. Le novità epocali poi sono elementi che danno una marcia in più al periodo storico di riferimento basti pensare all’invenzione del telefono, del treno ecc.
Nel 21esimo secolo l’innovazione per eccellenza è sicuramente il concetto di banda larga.
In Europa, fino ad oggi, solo Finlandia, Malta e Spagna garantiscono nel diritto nazionale una velocità minima di banda larga, mentre la Commissione europea ha stabilito, nel 2011, che non esiste alcuna necessità di cambiare il concetto di base, i principi e la portata delle norme europee sul servizio universale per includere i servizi di telefonia mobile e le connessioni a banda larga a livello Ue.  Nel Regno Unito, invece, le connessioni a Internet da 10 Mbps potrebbero presto diventare un diritto di tutti. Il Governo sta infatti pensando di dare alla banda larga a 10 Mbps lo status di servizio universale entro il 2020, equiparando le connessioni veloci a servizi basilari ed indispensabili come l’acqua e l’elettricità.
Per il primo ministro David Cameron la banda larga non deve più essere considerata un lusso ma un diritto, essendo uno strumento fondamentale per la vita dei cittadini nel 21esimo secolo. Come dichiarato da Cameron “Proprio come i nostri antenati hanno portato l’acqua, il gas e l’elettricità in tutte le case, noi porteremo la banda larga in ogni casa e in ogni azienda”.
Queste considerazioni non hanno mancato di far scoppiare la polemica tra chi ricorda che già più volte nel recente passato il governo britannico aveva fatto simili promesse: nel 2010, il governo di coalizione aveva promesso che il Regno Unito avrebbe avuto il migliore servizio broadband di tutta Europa entro il 2015. Nel 2012, quindi, il segretario alla cultura Jeremy Hunt aveva pronosticato che entro il 2015 il Regno Unito avrebbe avuto le connessioni più veloci di quelle delle altre principali economie europee. Risultati rimasti solo semplici aspettative.
Il Governo però va avanti per la sua strada e ricorda che nel Regno Unito, 8 case e aziende su 10 hanno già accesso alle connessioni superveloci. La percentuale dovrebbe salire al 95% entro il 2017.
La Confederation of British Industry, che equivalente alla nostra Confindustria, ha espresso soddisfazione per il piano del governo Cameron, sottolineando che “…la connettività digitale di alta qualità è fondamentale per la crescita e la produttività, al pari di strade, ferrovie e aeroporti”.
Attualmente in Italia, solo il 30% delle aziende dispone al momento di collegamenti con prestazioni superiori a 10 Mbps e solo il 12% dichiara di utilizzare collegamenti ad almeno 30 Mbps.
Nel resto del mondo invece la banda larga corre a velocità decisamente molto più elevate: la Corea del Sud sta già aggiornando la propria rete portandola da 100 Mbps a 1 Gbps; negli USA, già dal 2010 il governo si è dato l’obiettivo di collegare ad almeno un 1 Gbps tutte le sedi delle amministrazioni pubbliche entro il 2020 e oggi, in intere aree metropolitane come anche in molte comunità locali, operatori nazionali e regionali stanno realizzando reti a 1 Gbps e presentando le prime offerte commerciali per aziende a 10 Gbps.