Posted On 23 febbraio 2016 By In Benchmark With 564 Views

Italiani “early adopter”

Dati alla mano gli smartphone con il 91%, i tablet (60%) e le tv (88%) hanno una elevata penetrazione nel mercato italiano rispetto alla media europea che vede delle percentuali più basse con smartphone al 77%, tablet al 49% e televisori all’84%.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ricerca “Igniting Growth in Consumer Technology 2016 condotta da Accenture, secondo cui il Belpaese ha, in percentuale, la più alta concentrazione di consumatori intenzionati a comprare tablet (36% vs 24% media europea) ma anche tv (38% vs 27% media europea). La percentuale tra Italia ed Europa è complessivamente alla pari sul tema dell’acquisto di un portatile (25%) a dimostrazione della maturità condivisa sull’utilità di questo strumento da parte di tutto il vecchio continente.
Da questi primi numeri si evince come noi italiani ci caratterizziamo per la propensione ad essere utilizzatori di nuovi prodotti (early adopter). I numeri dell’Italia dicono che il 34% ha appena comprato un nuovo smartphone, il 56% ha intenzione di acquistarne uno nei prossimi 12 mesi. Oltre la metà è quindi spinta dal “desiderio” di innovazione sia in termini di funzionalità all’avanguardia che di una miglior esperienza d’uso.
La spesa in nuove tecnologie da smartphone, tablet, tv e computer portatili anche se positiva risulta essere comunque in contrazione rispetto al 2014. Se l’11% dei consumatori italiani ha in programma di aumentare la spesa mensile dei propri servizi mobile, l’acquisto di smartphone, tablet e portatili registra un decremento del 20% rispetto a due anni fa, periodo in cui c’è stato il boom per quanto riguarda l’offerta di strumenti tecnologici molto innovativi.
Secondo Michele Marrone, Senior Managing Director Accenture CMT:” …..i dati del nostro studio confermano quanto sia importante l’innovazione per sostenere il mercato : in mancanza di prodotti e servizi davvero nuovi e dirompenti il mercato rischia una fase di stagnazione”…” Il settore dell’elettronica di consumo presenta una flessione nei trend di crescita anche in Italia, sebbene ci siano margini di ottimismo. Crediamo fortemente che la chiave di volta per sostenere le industry dell’ecosistema consista nell’Internet of Things, con lo sviluppo di una nuova era di servizi digitali all’avanguardia per migliorare la vita quotidiana”.
Sul fronte Iot (Internet of Things), sebbene ci siano percentuali di crescita marginali, l’Italia dimostra un altissimo interesse a questa tematica basti pensare che il 20% degli intervistati pensa di comprare un dispositivo indossabile per il fitness, il 17% vorrebbe un sistema di sicurezza domestico connesso, un altro 17% un wereable device legato alla salute, un 16% uno smartwatch ed infine un 15% un termostato “intelligente” per la propria abitazione.
Le criticità che emergono e che a volte portano in termini di utilizzo di questi nuovi strumenti ad un basso tasso di conversione (per dirla in termini informatici) sono i costi elevati (64%) la preoccupazione per la privacy ( 29%) e la sicurezza (29%). Il 72% degli italiani teme infatti gli attacchi degli hacker, tant’è che il 39% dichiara di non usarli più o di usarli di meno.