Posted On 27 aprile 2016 By In Benchmark With 626 Views

Libertà di stampa: Italia sempre più giù

Nell’annuale classifica redatta da “Reporter senza frontiere”, l’Italia perde ben 28 posizioni rispetto al 2014. Lo Stato più «libero» dal 2011 è sempre la Finlandia. Ma scopriamo insieme tutte le posizioni ….

Recentemente è stata pubblicata l’annuale classifica sulla libertà di stampa condotta da “Reporter senza frontiere” (RSF, Reporters sans frontières nella originaria denominazione francese), ovvero un’organizzazione non governativa che dichiara di avere come obiettivo principale la difesa della libertà di stampa.

Per quanto riguarda il tema della libertà di stampa, in Italia siamo attualmente settantasettesimi su 180 Paesi considerati, perdendo ben 4 posizioni rispetto al 2015 (73° posto per l’Italia nel 2015).
Secondo l’organizzazione RFS il nostro paese avrebbe però perso ben 28 posizioni negli ultimi 2 anni: nel ranking del 2014, infatti, la posizione era quarantanovesima su 180. Addirittura è interessante scoprire come meglio di noi ci siano la Namibia (posizione 17), il Ghana (posizione 26) e il Burkina Faso (posizione 42).

Sul podio di questa speciale classifica e nella stessa posizione ormai da 5 anni, ecco la Finlandia che dispone di 200 giornali di cui 31 quotidiani. In Finlandia la proprietà è altamente concentrata su due gruppi media che possiedono la maggior parte dei quotidiani. In seconda e terza posizione ecco anche Olanda e Norvegia. In quarta, quinta e sesta posizione troviamo invece la Danimarca, la Nuova Zelanda e il Costa Rica (primo Paese dell’America Latina).

In ultimissima posizione invece troviamo l’Eritrea che da 8 anni occupa i bassi fondi della classifica: attualmente almeno 15 giornalisti sono detenuti ed alcuni di loro si trovano in isolamento. A seguire ecco la Nord Corea con il regime guidato da Kim Jong-un, il Turkmenistan e la Siria: quest’ultimo è definito uno dei Paesi «più letali per i giornalisti» per via del regime, dei conflitti in corso e della presenza di jihadisti sul territorio. Cina e Vietnam invece si collocano nella posizione 176 e 175.

In conclusione possiamo dire che l’Italia sta perdendo quota e le ragioni di questa tendenza negativa secondo “Reporter senza frontiere” vanno attribuite ai troppi giornalisti sotto protezione e scorta. Le analisi puntuali fatte sull’Italia dicono che: «Il livello di violenza contro i giornalisti (comprese le minacce di morte e intimidazioni verbali e fisiche) è allarmante». Queste difficoltà è semplice percepire come riguardino soprattutto i giornalisti che indagano «sulla corruzione e sulla criminalità organizzata».