Posted On 17 febbraio 2016 By In Benchmark With 607 Views

Stipendi: Italia fanalino di coda a livello europeo

Secondo una indagine sul tema della retribuzione condotta da una società leader a livello mondiale nel settore della consulenza direzionale e organizzativa, il nostro paese si posiziona all’ultimo posto.

Lavorare in Italia è una grossa fortuna ma non sempre premia e dà soddisfazioni. Questa è la sensazione che provano gli italiani ogni 27 del mese e che viene supportato anche dai dati.
Secondo un’indagine condotta da Willis Towers Watson società leader a livello mondiale nel settore della consulenza direzionale e organizzativa, a livello europeo il Belpaese è nelle ultime posizioni della classifica media delle retribuzioni: specialmente sui salari d’ingresso, che viaggiano a una media di 27mila euro annui.
La ricerca in questione confronta 15 economie del Vecchio continente, e contiene rilevazioni di mercato su retribuzioni e relativi benefit in merito a 50 posizioni organizzative in 60 paesi. Sul tema dei salari ai neolaureati l’Italia si conferma fanalino di coda come nel 2014 ma la differenza si riscontra nei valori poichè il divario sulla Spagna penultima si è ampliato del 12%, e le posizioni intermedie come l’Olanda sono a -47% da qui. Il dato italiano che migliora è invece quello sulle retribuzioni dei manager intermedi, passati dall’11° a 12° posto con una media che sfiora i 71.000 Euro, e superiore rispetto a Francia, Svezia, Finlandia e Spagna.
In questa speciale classifica il Regno Unito è il paese che ha registrato il progresso migliore, piazzandosi al 4° posto per quanto riguarda i middle management e al 12° per i livelli di ingresso. Domina, ed è una conferma, la Svizzera, con retribuzione media in euro pari a 83.600 per i neofiti e 144.400 euro per i quadri. Sul podio, in entrambe le classifiche, figurano anche i paesi scandinavi (Svezia, Norvegia, Danimarca), oltre alla Germania, che sale e si colloca al 4° posto sui salari iniziali (47mila euro) e si attesta al 3° per quanto riguarda quelli intermedi (90mila euro).
Questa indagine, che considera il peso fiscale e il costo della vita, fornisce anche previsioni sul “potere d’acquisto” dei lavoratori: a tal proposito i salari dei giovani britannici diventano più competitivi, grazie soprattutto a un carico fiscale inferiore. Ma anche in questo calcolo gli impiegati svizzeri si attestano in cima alla classifica per quanto riguarda tutti gli inquadramenti, con salari più alti del 20% rispetto ai secondi. E anche considerando tasse e costo della vita gli svizzeri beneficiano del più alto potere d’acquisto d’Europa. Questa studio ci mostra quindi come i paesi scandinavi rischiano sempre più di perdere posizioni a causa delle migliori condizioni promosse in Svizzera e Regno Unito.