Posted On 27 giugno 2018 By In Company news With 359 Views

Il direttore procurement può sempre sapere con chi sta trattando

Il rischio è connaturato all’attività d’impresa ed i potenziali pericoli che possono danneggiare un business sono innumerevoli. Ne esistono di generici e altri quasi specifici per ogni funzione aziendale.


Quelli legati al mondo del procurement sono senz’altro tra i rischi più insidiosi per l’azienda. Molto spesso è infatti difficile sapere esattamente con chi si sta concludendo, ad esempio, un contratto di fornitura. Le informazioni scarseggiano. Ci si domanda: sarà un partner affidabile? E se anche lo fosse, ci sarà qualcosa del suo modo di intendere il lavoro che può contaminare in qualche modo la mia immagine? Per risolvere questi dubbi esistono strumenti molto sofisticati che mettono a disposizione le informazioni necessarie sulle società nazionali e internazionali.

La multinazionale Bureau van Dijk – A Moody’s Analytics Company si occupa proprio di raccogliere e mettere a disposizione i dati delle società di tutto il mondo per una efficace valutazione e business intelligence.

In un contesto sempre più interconnesso non è possibile, infatti, limitare la propria analisi al territorio nazionale – in cui le informazioni finanziarie potrebbero essere di facile accesso – ancorché si lavori solo con clienti italiani.

Questa evoluzione del mercato ha fatto emergere chiaramente la necessità di analizzare realtà al di fuori del nostro contesto nazionale e, di conseguenza, anche la sfida della standardizzazione delle informazioni per poter prendere decisioni adeguate.

Per una corretta valutazione diventa quindi fondamentale avere a disposizione dati finanziari standardizzati e confrontabili oltre ad indicatori semplici e intuitivi.

Di altrettanta utilità sono i giudizi di valore che consentono di interpretare agevolmente i dati finanziari ed, eventualmente, avere un’indicazione della solidità di un’impresa anche in assenza di questi ultimi, grazie alla valutazione delle informazioni qualitative (data di costituzione, manager ecc).

Un punto non meno importante, che si sta rivelando un aspetto delicato e su cui la sensibilità delle aziende sta aumentando a livello esponenziale, è quello della gestione del rischio reputazionale. Bureau van Dijk, grazie alla completa struttura societaria, permette di individuare le relazioni tra le aziende e, cosa più importante, il titolare effettivo, così da rispondere in maniera efficace alle diverse normative in tema di compliance e antiriciclaggio, e di tutelarsi dal rischio reputazionale.

Soprattutto su questo tema, l’ampia copertura e la tempestività dell’informazione diventano strategiche per superare i limiti dei famosi registri dei titolari effettivi di cui si parla tanto ultimamente.

Per ogni azienda avere a che fare con partner affidabili è quindi un imperativo da cui non si può prescindere. Collaborare con fornitori solidi permette di garantire continuità nella supply chain, ma non basta: occorre selezionare e lavorare solo con società che non abbiamo problemi a livello reputazionale. Bisogna quindi evitare società che siano state coinvolte in fatti illeciti come reati finanziari, corruzione, riciclaggio, o che abbiano subito sanzioni particolarmente gravi o abbiano legato il loro nome ad attività che possono provocare sgomento tra i consumatori e l’opinione pubblica. Fino ad arrivare a casi estremi di società legate in qualche misura ad associazioni terroristiche o presenti nelle black list di alcuni Paesi.

Indipendentemente da quale sia, quindi, la propria propensione per il rischio, l’attuale panorama normativo sottolinea l’importanza di non fidarsi semplicemente delle informazioni dichiarate, ma di verificarle.

 

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