Posted On 8 Giugno 2021 By In Company news With 148 Views

Procurement e sostenibilità: quanto si è disposti ad investire?

Il procurement di oggi non può più trascurare il valore della sostenibilità. L’idea di un procurement sostenibile, infatti, è dettata sia dal mercato, dove i comportamenti d’acquisto sono influenzati da una particolare attenzione all’ambiente e agli impatti sociali, sia da chi in azienda è chiamato a ricoprire il ruolo del buyer. La generazione dei Millennial, dei nati cioè tra il 1981 e il 1996, è quella che attualmente dovrebbe rappresentare la maggiore percentuale di lavoratori attivi, con una quota mondiale pari al 41,4%. È quanto sostiene ad esempio Anita Lettink in questo articolo pubblicato su LinkedIn, citando dati dell’ONU e smontando la vulgata molto diffusa in base alla quale entro il 2025 gli appartenenti alla generazione Z dovrebbe diventare il 75% della forza lavoro globale. A prescindere dal numero esatto dei Millennial, resta indubbia la loro crescita all’interno delle organizzazioni e, con essa, una propensione più accentuata a gestire l’approvvigionamento in maniera sostenibile.

 

Quanto siamo disposti a spendere per un prodotto sostenibile?

La presenza massiccia dei Millennial sul lato della domanda e dell’offerta guida la richiesta di processi d’acquisto consapevoli. Lo dimostrano alcune indagini come quella svolta da SAP Ariba, oggi leader nelle tecnologie per il sustainable procurement, che recentemente ha condotto un sondaggio intervistando diecimila consumatori in 5 Paesi. Una delle domande ha avuto per oggetto quanto i Millennial fossero disposti a spendere per l’acquisto di prodotti sostenibili e la risposta è stata il 5% in più, a fronte comunque di un 48% complessivo disposto a pagare un costo superiore per avere prodotti sostenibili. Un’altra domanda, invece, si è concentrata sul legame tra brand loyalty e adesione delle aziende agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile, o Sustainable Development Goals (SDGs), sottoscritti nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU con l’impegno di realizzarli entro il 2030. Ben il 65% dei consumatori coinvolti ha risposto di essere più fedele a un marchio che sta cercando di fare propri gli obiettivi SDGs.

Un sustainable procurement per ambiente, società ed economia

La survey di SAP Ariba mostra chiaramente che il tema del procurement sostenibile non è tanto un argomento dettato da una moda passeggera, quanto un’esigenza profonda connessa alla domanda di maggiore trasparenza nella supply chain. Il 50% dei rispondenti ha dichiarato ad esempio che nei processi della catena di fornitura sussistono ancora problemi legati all’etica, mentre il 52% che preferisce comprare da aziende che sono aperte e trasparenti nelle loro operazioni. In generale, poi, i consumatori tenderebbero a premiare quelle industrie che stanno riducendo il loro impatto ambientale. Questa sensibilità non si limita a valorizzare le organizzazioni virtuose dal punto di vista ecologico, ma anche quelle che si preoccupano delle ricadute sociali ed economiche del loro business. Nel primo caso rientrano le condizioni dei lavoratori lungo la catena della fornitura, nel secondo la capacità di far prosperare le comunità attraverso un circuito di sviluppo che porti benefici tangibili a tutte le persone e i territori interessati dal procurement.

Uno strumento innovativo che offra trasparenza nella supply chain

Da quanto detto finora, si intuisce che la sostenibilità intesa in senso ampio e il procurement costituiscono un asse strategico per le aziende. Per tenere insieme questi due aspetti, occorrono tecnologie innovative che consentano di avere piena visibilità su tutta la supply chain, in maniera tale da conoscere in tempo reale quanto e come ogni singola transizione influisca su valori quali ambiente, rispetto dei diritti umani, economica circolare. Le aziende che trascurano questi elementi, soprattutto in un momento come quello attuale che ha reso tutti noi ancora più sensibili a causa della crisi pandemica, sono destinate a essere penalizzate dal mercato. Ecco perché chi ha la responsabilità dell’approvvigionamento nelle imprese contemporanee deve dotarsi di strumenti in grado di offrire totale trasparenza nei processi di procurement. Strumenti con i quali selezionare i fornitori in base ai criteri consueti di costo e qualità, ma anche in funzione di un criterio ormai irrinunciabile come quello della sostenibilità.

 

Leggi l’articolo completo, condividilo con i tuoi contatti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.