Posted On 28 settembre 2018 By In Eventi, Top 5 With 522 Views

Sustainable Procurement Summit ’18 – le aziende condividono le strategie per gli acquisti sostenibili

Il congresso è stato ospitato dalla sede di Whirlpool ed è stato ricco di testimonianze e dibattiti

 

 

 

«Negli ultimi vent’anni si è capito che la sostenibilità ha un fondamento non solo etico, ma anche economico. È una scelta che incide sul business». Così Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club, ha introdotto l’argomento della seconda edizione del Sustainable Procurement Summit di The Procurement, in qualità di moderatore della giornata.

Il congresso si è tenuto nel quartiere generale di Whirlpool a Pero (Milano), una struttura di 12mila metri quadri realizzata secondo i più moderni parametri tecnologici e ambientali.. Parlare di sostenibilità in azienda, oggi, non significa più fare riferimento a iniziative spinte da una sensibilità personale a certe tematiche, ma implica aspetti economici e di profitto che influenzano le scelte operative. Tra conformità ai codici etici, norme volontarie e selezione dei fornitori, l’Ufficio acquisti è coinvolto in prima linea nelle decisioni che definiscono un business più o meno sostenibile.

Dopo il discorso di benvenuto di Maria Teresa Bongiovanni, Ceo di The Procurement, ha preso la parola Alessandro Lombardi, Vice president procurement and cost leadership di Whirlpool Emea. Nel suo discorso introduttivo ha illustrato alcune azioni che l’azienda ha messo in atto in ottica di sostenibilità, sia dal punto di vista della gestione dei dipendenti che dell’allineamento della base fornitori a un codice etico.

In seguito, si è collegato da Archamps Hervé Legenvre, PhD director, Value creation observatory di Eipm, che ha parlato di tre punti chiave per trasformare il modello di business: comprendere le aspettative degli stakeholder, integrare la sostenibilità in tutte le fasi del processo di approvvigionamento, rafforzare la comunicazione sui principali progetti dell’azienda al riguardo.

La giornata è proseguita con una prima tavola rotonda, dedicata alle soluzioni innovative per una evoluzione sostenibile 4.0. Hanno partecipato alla discussione Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente, Eleonora Rizzuto, Direttore sviluppo sostenibile del Gruppo Bulgari e LVMH Italia, Luca Cerini, partner di Expense Reduction Analysts, Stefano Salsi, Responsabile ufficio acquisti di Assimoco e Luca Lagi … di Whirlpool. È emerso che le aziende che lavorano sull’economia circolare hanno ottenuto buoni risultati in termini di riciclo, ma le performance rimangono ancora basse per quanto riguarda i consumi energetici. Sono stati analizzati anche casi in cui sostenibilità e risultati economici vanno di pari passo, ad esempio agendo sul tipo di mobilità per i dipendenti (preferendo il treno all’auto privata o all’aereo), sulla dematerializzazione delle raccomandate, sui consumi degli apparecchi elettronici, ma anche facendo attenzione all’impatto ambientale delle strutture in outsourcing come i server. Anche il packaging è un fattore che può incidere sull’ambiente, e sono possibili azioni volte a minimizzarne l’impatto, come ha spiegato Lagi.

In seguito, Claudia Strasserra, Sustainability sector manager, e Tiziana Spreafico, Supply chain e network services manager di Bureau Veritas hanno esposto insieme ad Alessandro Marras, Sourcing excellence & Pmo Sr. manager di Whirlpool Emea una case history di collaborazione per la sostenibilità aziendale. Bureau Veritas ha aiutato Whirlpool nel verificare l’adeguamento alla norma volontaria ISO 20400. In una catena di fornitura globale, infatti, è fondamentale verificare il livello di conformità dei fornitori rispetto alla condotta etica aziendale.

La seconda tavola rotonda ha trattato l’argomento della supply chain sostenibile, con Alessandro Villa, Ceo di Elmec Solar, Paola Felcaro, Procurement regional category manager Emea di Schneider Electric, Gianluca Galletti, Direttore commerciale di Elior e Roberta Bernasconi, Sustainability lead di Whirlpool Emea. È emerso che uno degli ostacoli che il procurement incontra nei progetti di sostenibilità riguarda i tempi di rientro degli investimenti. Le esperienze delle aziende hanno toccato la gestione dei fornitori, soprattutto quelli strategici, che devono rispettare le norme volontarie come la ISO 26000 e sottostare a ispezioni sia interne che gestite da terze parti. È stato mostrato anche come un buon progetto di riduzione dei rifiuti non riguarda solo il riciclo, ma si prefigge di ridurre lo spreco già a monte, nel processo di produzione.

La seconda case history è stata l’esperienza di Mantero Seta, azienda tessile che, nonostante le dimensioni e il settore poco aperto all’innovazione, ha deciso di sposare i 17 obiettivi, individuati dall’Onu, per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Tra le altre cose, hanno raccontato Simone Mercuri, Cfo, e Giacomo Bargna, Responsabile servizi tecnici, è stato installato un impianto fotovoltaico sul tetto dell’azienda ed è stata effettuata la transizione all’illuminazione a led, che ha generato il 62% di risparmio energetico.

Dopo il green lunch a cura di Elior e un momento dedicato al networking, si è tenuta la terza tavola rotonda, dedicata a Cpo e Csr. Hanno partecipato Gianmario Deandrea, socio e Cto di Agatheia-NoiCompensiAmo, Benny Tänzer, partner di Expense Reduction Analysts, Andrea Eusebio di Ala News, Caterina Guscelli, Processes development specialist Purchasing department di Lavazza e Roberta Bernasconi.  Dalle esperienze dei partecipanti si è visto come, nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, il procurement può agire in collaborazione con la direzione Csr, ma anche con realtà esterne, per esempio organizzazioni locali che possono aiutare i fornitori più problematici a migliorare.

Infine, Marco Merciari ha presentato il progetto Mosaico Verde, di AzzeroCO2 e Legambiente, che fa da tramite tra l’offerta di aree comunali e i progetti di Csr aziendale, con l’obiettivo di piantare 300mila nuovi alberi e di tutelare 30mila ettari di boschi esistenti in tre anni.

La giornata si è conclusa con la visita allo showroom di Whirlpool e un cocktail in terrazza, per un’ultima occasione di networking.

 

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