Posted On 8 maggio 2017 By In Finance With 428 Views

Macron, dalla finanza all’ Eliseo

“Avete scelto l’audacia e sarà questa la strada che seguiremo”. Da ieri sera la Francia ha un nuovo presidente della Repubblica, il più giovane dai tempi di Napoleone. Emmanuel Macron ha vinto contro un avversario temibile come madame Le Pen e ha scardinato la dialettica politica francese dei partiti tradizionali, Socialisti e Repubblicani.

La strada che Macron intende seguire ha per sottofondo le note dell’ Inno alla Gioia, quello europeo, lo stesso con il quale ieri ha raggiunto il palco montato di fronte alla Piramide di cristallo del Louvre, per presentarsi alla folla che lo aspettava acclamante, con una lunga camminata che a qualcuno ha ricordato quella di Mitterrand nel 1981.

Macron, figlio della République e “Mozart della finanza“, appellativo che si è guadagnato nella sua fulminea carriera alla Rothschild, dovrà ora presentare una squadra di governo capace di mettersi subito “En Marche!”, anche a colpi di decreti, perché, come si sa, i primi mesi sono quelli cruciali, capaci di dettare l’intero quinquennato.

Ruolo chiave sarà il ministro delle Finanze, chiamato a trovare la ricetta per tagliare spesa e deficit, si parla di una compressione della spesa pubblica di circa 60 miliardi di euro e la cancellazione di 120.000 posti di lavoro nelle PA, e di negoziare con la Germania  una maggiore apertura sugli investimenti in Europa.

Oltre a questo, i pilastri su cui poggia il programma macronista comprendono il completamento della loi travail, il job act alla francese, l’abbassamento delle tasse sulle imprese e sul costo del lavoro, la riduzione dell’ imposta immobiliare e della “tassa di solidarietà” sui ricchi che verrà abbattuta sui beni mobili.

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