Posted On 13 Gennaio 2021 By In Innovazione With 193 Views

10 cambiamenti che deve affrontare il procurement

uomo davanti a due frecce che simboleggiano il vecchio e il nuovo e i cambiamenti del procurement

Un recente report di Positive, condiviso su Procurement Leaders, tenta di reimmaginare il procurement nel nuovo contesto del New Normal e identifica quelli che sono stati i 10 cambiamenti che il procurement deve affrontare per prepararsi e soprattutto adattarsi a questo nuovo contesto, un’occasione unica per essere il motore del cambiamento e del futuro dell’azienda.

Il modello di reazione a questa situazione, una volta che le cose tornano alla normalità, si può dividere in due tipologie tra loro opposte: da una parte si pensa che si possa tornare alla situazione precedente con la stessa semplicità con cui si pressa il pulsante di pausa e play, mentre nel secondo caso si ha la percezione che qualcosa sia cambiato radicalmente e che, in attesa del vaccino, l’imprevedibilità sarà costante. Il covid-19 ha anche significato anche nuove possibilità: diminuzione dei livelli di inquinamento atmosferico e delle emissioni di CO2, dimostrando come si potesse far funzionare le cose anche senza impattare negativamente sul pianeta; velocità nel cambiamento di come vivremo, lavoreremo e interagiremo e dimostrazione e tanto altro. A quanto pare dovremo aspettare fino alla metà del 2022 perché la situazione si assesti e nel frattempo dovremo affrontare tutta una serie di interruzioni e scosse che forse ci renderanno più forti. I segnali di verso dove dirigere l’attenzione nei prossimi anni sono già di fronte a noi ed essere lungimiranti e ricettivi sarà il segreto per il procurement per affrontare gli anni che verranno.

10 cambiamenti a cui il procurement deve prestare attenzione

Comportamenti anti-contatto

Il nostro spazio personale sarà più importante che mai. Ci aspetteremo nuove misure igieniche, cercheremo interazioni a basso contatto con gli altri, smetteremo di usare contanti ed eviteremo strette di mano e baci sulla guancia. Si profilerà una Low Touch Economy in cui il contatto sarà nella maggior parte dei casi evitato e tutte quelle economie che invece lo prevedono ne saranno fortemente intaccate per esempio le compagnie aeree e il mondo dello spettacolo che dovranno totalmente ripensare le proprie logiche. Tutti questi cambiamenti potrebbero comportare problemi di salute mentale, ansia e solitudine.

Nuova economia online

La necessità di acquistare in un negozio fisico diminuirà sempre di più, anche perché la vendita al dettaglio sta diventando sempre più astratta e al tempo stesso attraente proprio perché i marchi vogliono vendere non solo prodotti ma anche esperienze. A breve si potrà, per esempio, sfogliare letteralmente un negozio online, provare nuovi vestiti tramite un nostro avatar, connettersi con un personal shopper e farsi consigliare, ricevere infine il proprio pacco tramite robot o droni completamente automatizzati.

Un posto di lavoro tutto nuovo 

Con l’abbandono dell’ufficio fisico, abbiamo imparato che molte delle cose che facevamo sul posto di lavoro potevano essere fatte da remoto e che Zoom, Skype e MS Teams sono modi efficaci per rimanere in contatto con i colleghi. Alcuni datori di lavoro si sono affrettati a monitorare l ‘”interazione dello schermo”, mentre altri si sono resi conto della necessità di nuovi approcci, monitorando le prestazioni attraverso i risultati, piuttosto che il tempo al lavoro come misura chiave. La prossima generazione di posti di lavoro non avrà scrivanie o spazi fissi e le persone non saranno presenti tutti i giorni. Piuttosto, i luoghi di lavoro diventeranno brevi punti di contatto in cui le persone si riuniscono una volta ogni una o due settimane per interagire, condividere, creare e innovare. Non sono solo le grandi organizzazioni che hanno ripensato le logiche del lavoro, ma anche come individui abbiamo riflettuto tutti su come potrebbe essere la nostra futura vita lavorativa.

La sostenibilità è al centro della scena

Greta Thunberg in poco tempo è diventata un simbolo di ciò che deve cambiare, innescando un cambiamento di mentalità, nuove azioni e comportamenti di acquisto. Immediatamente c’è stata una mancanza di fiducia nel fatto che i governi e le aziende avessero “fatto le cose nel modo giusto” e ci siamo resi conto che la situazione poteva effettivamente essere seria. D’ora in poi normative a livello europeo e non richiederanno alle aziende di essere responsabili di tutto ciò che accade nelle loro catene di approvvigionamento. Questa nuova prospettiva che si sta profilando comporterà diverse sfide che non sempre saranno facili da affrontare, in questo senso il procurement potrebbe svolgere un ruolo chiave nell’accompagnare l’azienda verso una transizione green.

Sostenibilità anche nella supply chain

La sostenibilità nella catena di approvvigionamento ha sempre rappresentato la sfida più grande perché possono esistere aree geografiche dove atteggiamenti, standard e compliance sono molto diversi tra loro. Se il processo per diventare più sostenibili entro i confini di un’organizzazione è relativamente semplice perché basta capire dove l’organizzazione sta causando impatti dannosi e sviluppare un programma per affrontarli in modo permanente, farlo nella supply chain non è la stessa cosa. In quei casi in cui tale azione è stata portata avanti, è stato possibile solo dando la priorità alle catene di fornitura su cui lavorare, costruendo nuove relazioni strette a sostegno della catena di fornitura e trovando nuovi modi per gestire il flusso di cassa. Ma non basta perché il resto della supply base, in particolare i livelli inferiori, potrebbe benissimo nascondere le aree di maggior rischio.

Aspettarsi una maggiore volatilità

La volatilità della base di approvvigionamento è destinata a rimanere e il rischio di fallimento dei fornitori è aumentato. L’instabilità politica, le restrizioni alla circolazione delle persone e delle merci, i vincoli nella fornitura e nella produzione e le nuove sfide del flusso di cassa, presentano tutte nuove sfide che rimarranno per lo meno a breve termine.

Ritorno al locale

Stiamo assistendo a un allontanamento dalla globalizzazione e, invece, dovremmo abbracciare la “slowbilization” e dare il benvenuto alla localizzazione, al reshoring e persino all’integrazione verticale delle catene di approvvigionamento al fine di riprendere il controllo e la trasparenza.

Nuovo modello operativo del fornitore basato sul network di talenti

I fornitori stanno abbracciando un nuovo modello operativo basato su una rete globale che consente di entrare in contatto con i migliori talenti dislocati in diversi luoghi che lavorano in modalità agile. La chiave del successo della rete di talenti ed eccellenze sarà la capacità di superare i tradizionali vincoli e poter attrarre e trattenere i migliori talenti a prescindere dalla loro posizione geografica, impedendo la fuga di talenti e aprendo l’accesso a talenti in altre parti del mondo che prima non si potevano sfruttare.

Avvento di aziende di grandi dimensioni

La prossima generazione di aziende corrisponderà a questo modello in termini di ricchezza, dimensioni e potere. Se si vuole essere efficaci, ci si dovrà affidare a questi player e gestire il rapporto con loro per massimizzare la posizione della propria azienda.

Automazione degli acquisti di routine

La funzione acquisti dovrà diventare sempre più strategica ma non su quelle spese ripetitive e routinarie. Con una corretta gestione si avrà la certezza che la spesa ordinaria sarà totalmente conforme e ottimizzata per ottenere i migliori prezzi.

 

Alla luce di questi 10 cambiamenti si devono tenere a mente 4 aspetti: 

1. Gli acquisti possono guidare le organizzazioni attraverso questo cambiamento e contribuire a costruire un nuovo tipo di vantaggio competitivo.

2. L’affidabilità e la certezza delle catene di approvvigionamento, la volatilità futura e un cambiamento nell’aspetto della nostra base di approvvigionamento spingeranno le organizzazioni a cambiare radicalmente il modo in cui si riforniscono.

3. La sostenibilità pone il procurement in una posizione di leadership e ciò che accade nella catena di fornitura dovrà essere tanto importante quanto ciò che acquistiamo.

4. Ci si dovrà preparare per una funzione strategica completamente remota e completamente digitale.

 

A questo punto ci si domanda come il procurement si potrà reinventare per il prossimo futuro e come si dovrà ripartire da capo. Ripensando l’intera funzione in ottica agile, resiliente, data driven, sostenibile e animata da talenti. L’insight continua evidenziando le cinque aree chiave su cui focalizzarsi, che approfondiremo in un prossimo articolo.

 

 

 

 

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