Posted On 15 Dicembre 2017 By In Innovazione With 1310 Views

L’A.I al centro della Supply Chain del futuro

Il concetto di intelligenza artificiale è entrato a far parte dell’immaginario collettivo molti decenni fa grazie a diversi libri e opere cinematografiche, dove veniva considerata come una tecnologia futuristica e pericolosa, ma di fatto già nei prossimi anni questa tecnologia potrebbe diventare una conveniente realtà per moltissime aziende del Belpaese. Perlomeno questo è quello che emerge da un’indagine condotta da GE Digital e Vanson Bourne su un ampio campione di responsabili IT e Field service, il cui 75% ritiene che nell’immediato futuro l’auto-manutenzione dei macchinari supererà qualitativamente e non solo la manutenzione degli esseri umani, un processo nel quale enorme rilevanza assumerà appunto il concetto di A.I. La manutenzione dei macchinari da parte dei macchinari stessi, grazie all’Internet of Things, supererà per qualità, capacità e velocità quella degli esseri umani entro il 2020, e i progressi dell’evoluzione tecnologica porteranno le fabbriche a prevedere in autonomia il grado di fallimento produttivo, ad adottare le migliori misure di prevenzione e a mettere in campo azioni di auto-riparazione.

L’esito dell’indagine è interessante anche perché la percezione su questo aspetto dell’industria 4.0 è trasversale a tutti i settori, e perché segnala una dinamica di forte innovazione in atto: scendendo più nel dettaglio, il 46% degli intervistati afferma che le macchine che si auto-monitorano aiuteranno la loro azienda a migliorare la gestione delle attrezzature di fabbrica, assieme alla manutenzione predittiva basata su Big data e Predictive Analytics segnalata dal 39% del campione. C’è poi un 44% degli intervistati sicuro che il binomio digitale composto da manutenzione predittiva e intelligenza artificiale aiuterebbe non poco a prevenire i fallimenti. D’altro canto come spiega Mark Homer, VP Global Customer Transformation for ServiceMax di GE Digital, “Capire l’errore di una persona, un impianto di attrezzature o di un singolo componente della macchina è stato storicamente possibile solo quando qualcosa va storto. Oggi le organizzazioni sono invece acutamente consapevole del valore di un monitoraggio in tempo reale della salute e dei risultati delle loro attività, nonché di un’analisi predittiva. Non a caso oltre la metà delle imprese prevede di investire in un gemello digitale nei prossimi 3 anni”.

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