Posted On 27 Febbraio 2019 By In Innovazione With 185 Views

Come Skf usa un digital twin per pianificare la supply chain

digital twin

Il modello raccoglie dati per ottimizzare la gestione a livello globale

Digitalizzare sembra essere diventato, oggi, l’imperativo di ogni azienda che non voglia perdere terreno rispetto ai competitor e rischiare di uscire dal mercato. Ma in che modo le tecnologie digitali possono aiutare concretamente la gestione del business e come si realizza una supply chain digitale?

L’azienda svedese Skf Group, specializzata nella produzione di cuscinetti rotanti e altri prodotti per Oem, lo ha fatto realizzando un digital twin, un gemello digitale della propria catena di fornitura. Lo racconta Joerg Schlager, business transformation manager-demand chain di Skf, in un articolo di Supply Chain Quarterly, tratto dal numero Quarter 4 2018.

Il rischio

La molla che ha dato il via al processo di trasformazione digitale e al cambiamento nella gestione della supply chain, secondo Schlager, è stata la crescita della concorrenza globale in un settore in rapida espansione. L’aumento di competitività e il timore che nuovi modelli di business potessero arrivare a sconvolgere il mercato hanno spinto l’azienda a passare da una struttura di pianificazione locale a una globale e integrata. Per portare maggiore automazione al processo, l’azienda ha scelto di creare un digital twin della supply chain.

Lo scopo

Convincere le persone della necessità di un cambiamento in anticipo rispetto al verificarsi di una crisi può essere difficile ma, sostiene Schlager, il nuovo Ceo Alrik Danielson, arrivato nel 2015, ha dato una grossa spinta nella direzione di un ripensamento del business. Dopo una fase preparatoria che ha coinvolto i dipendenti dell’azienda, i leader di altri settori, un’azienda di consulenza, esperti di supply chain, pianificazione, IT e dati, è stato stabilito l’obiettivo.

Pianificare la supply chain a livello locale stava creando delle inefficienze, perciò l’azienda ha deciso di ottimizzare il modo in cui venivano prese decisioni operative sulla produzione, lo stoccaggio e la distribuzione, basandole non sulla scelta ottimale per un luogo o una funzione particolare ma per la catena di fornitura nel suo insieme. Si trattava di capire quanti prodotti spedire in una nazione o in un’altra, o quale produrre la settimana successiva in base alla domanda globale attuale e alle scorte di diversi magazzini.

Il livello di complessità era però molto alto, in quanto l’azienda ha molteplici siti di produzione, centri di distribuzione e magazzini, con differenti Erp nelle varie regioni. Per coordinare questa nuova gestione è stato istituito un nuovo ruolo, il global planner, con una responsabilità end-to-end, dall’analisi della domanda ai purchase order, per tutti i prodotti (beni finiti, componenti e materie prime). Un compito quasi titanico, che richiedeva, per essere svolto in maniera efficace, un livello di automazione più elevato nella supply chain. E qui entra in gioco il gemello digitale.

Il digital twin

L’ampiezza e la complessità della supply chain di Skf rendevano necessario un alto livello di visibilità e, perciò, dati accurati. Il digital twin è stato creato a questo scopo. Si tratta infatti di un modello che è l’esatta copia dell’intera supply chain, ovvero un aggregato di tavole strutturate di master data e operational data. A questo scopo è stato utile un processo, già realizzato in precedenza, di multi-echelon inventory optimization (Meio), che usa simulazioni e scenari ipotetici per stabilire il corretto livello di inventario per ogni sede, a seconda del periodo.

Gli step per l’implementazione del digital twin sono stati:

  1. Creare una supply chain network map, cioè una visione globale della produzione, dello stoccaggio, della movimentazione e della vendita dei beni. Per fare questo è stato necessario preparare i dati di circa 500mila Sku, acquisendoli da circa 40 istanze di 5 diversi sistemi Erp, normalizzarli e spostarli in un repository centrale.
  2. Far nascere il doppio digitale. Dopo aver completato la mappa, per far nascere il doppio digitale sono stati aggiunti dati operativi, come ordini clienti aperti, beni in transito, livelli di inventario.
  3. Usare il doppio digitale nella pianificazione. Il passo successivo è stato mettere i dati del repository database centrale a disposizione del software di pianificazione della supply chain.

Il nuovo processo di pianificazione è stato implementato una linea di produzione alla volta. Usando i dati del doppio digitale, il software di pianificazione calcola automaticamente la previsione della domanda esterna di ciascun prodotto, i fattori che incidono sul lead time e i reali livelli di scorte nel network globale, calcola i livelli safety-stock e la previsione netta per ciascun magazzino e crea piani di rifornimento per soddisfare la domanda futura. Inoltre, avvisa prima che potenziali problemi, come il non essere in grado di fornire un prodotto a uno dei magazzini, raggiungano un punto critico.

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