Posted On 8 Luglio 2020 By In Innovazione With 163 Views

Come trasformare il volto del procurement

La società di consulenza Efficio ha parlato in una ricerca del 2019 del procurement del 2025 e di come la tecnologia potrebbe offrire maggiore efficienza alla funzione. Oltre alla realizzazione di un whitepaper, gli spunti evidenziati nel report sono stati pubblicati sotto forma di tre articoli su Spend Matters che, a sua volta, ha cercato di fornire il suo punto di vista sulla questione attraverso un articolo di Nancy Clinton dal titolo “Efficio on Transforming the Face of Procurement”. 

Tra le evidenze principali della ricerca di Efficio, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo,  riportiamo l’attenzione su alcuni dati: circa  il 63% del campione – composto da 225 tra CPO e Procurement leader di diversi settori –  avrebbe modificato il proprio approccio con l’avvento delle nuove tecnologie mentre l’87% ritiene la questione tecnologica una priorità da affrontare. La paura di rimanere tagliati fuori è un fattore che spinge le aziende verso la digitalizzazione e che, al tempo stesso, non permette la comprensione di tutto il potenziale che il digital porta con sé. Tra i maggiori ostacoli alla tecnologia, il campione riscontra per il 72% l’incapacità di sfruttare al meglio le macchine, per il 66% lo scarso supporto del fornitore nell’implementazione mentre la mancanza di processi e competenze riceve il 64%. 

Lo stesso campione ha anche confermato che la trasformazione dei processi e dei sistemi in ottica tecnologica è al primo posto degli obiettivi ma che, in molti casi, la svolta digitale dipende dalla paura di rimanere indietro (FOMO) piuttosto che da una scelta razionale motivata dal suo potenziale. Erroneamente, molte realtà infatti ritengono che un  unico investimento in tecnologia possa far raggiungere con facilità gli obiettivi aziendali. Tra le principali evidenze del report c’è la non consapevolezze che la digitalizzazione sia un viaggio a lungo termine. 

La funzione acquisti del futuro deve necessariamente diventare più strategica: dovrebbe spendere meno tempo sull’acquisizione e analisi dei dati e focalizzarsi di più sulle intuizioni che i dati rivelano in modo da ottenere risultati tangibili. 

Nancy Clinton nel suo articolo su Spend Matters cita anche gli ostacoli evidenziati da Efficio all’introduzione della tecnologia nel procurement ovvero la mancanza di talenti e i bassi livello di supporto ai fornitori e il fatto che le aziende non ritengono di trarre il massimo vantaggio dalla tecnologia perché esiste il desiderio di utilizzare meglio le tecnologie esistenti anziché investire in nuove. Nei tre articoli pubblicati su Spend Matters, Efficio ha tentato di fare un passo ulteriore e ha esaminato come garantire un ritorno positivo sugli investimenti in tecnologia, come utilizzare la tecnologia per sviluppare relazioni strategiche con i fornitori e creare un’esperienza di approvvigionamento più user-friendly. 

Il massimo ritorno sugli investimenti tecnologici

Efficio raccomanda di comprendere innanzitutto i processi che sono richiesti per rendere la tecnologia un vantaggio. È importante investire un po ‘di tempo in anticipo per capire quali sono le aspettative ed è importante capire innanzitutto come cambierà il ruolo del personale in seguito all’implementazione delle nuove tecnologie e decidere se reclutare o formare di conseguenza. Molti leader nel procurement si avvicinano all’acquisto della tecnologia quasi esclusivamente dal punto di vista di come verrà utilizzata dai membri del team per i loro compiti attuali. Tuttavia, comprendere come migliorerà la capacità dell’utente finale di acquistare meglio in futuro è molto più prezioso. Tutto questo nell’ottica di una creazione di valore a lungo termine che deriva anche dal coinvolgimento dei fornitori. 

Utilizzo della tecnologia per sviluppare relazioni strategiche con i fornitori

Sebbene vi sia consenso sul valore della relazione strategica con i fornitori, molte aziende devono ancora definire cosa voglia dire “fornitore strategico” e come la tecnologia possa aiutare a sviluppare questa relazione. Lavorare in collaborazione con i fornitori richiede che i team di approvvigionamento siano aperti a nuove idee e modi di lavorare coinvolgendo gli altri nel processo di risoluzione dei problemi. Un’azienda può facilitare nel concreto il flusso di informazioni tra sé e il fornitore grazie alla tecnologia che  può essere impiegata per migliorare le relazioni strategiche con i fornitori.

Creazione di un’esperienza di procurement più user-friendly

Alla domanda sulle principali priorità strategiche per i prossimi cinque anni, la risposta più popolare tra i 225 leader nel settore degli approvvigionamenti intervistati è stata migliorare l’esperienza del cliente (18%). Due intervistati su cinque (40%) lo hanno classificato tra le prime tre priorità. Prima di esaminare come migliorare l’esperienza di gestione degli appalti e renderla più user-friendly in futuro, vale la pena comprendere più in dettaglio  a che punto siamo oggi.

Viviamo in un’epoca definita dall’innovazione tecnologica e questo ha trasformato molti aspetti della nostra vita personale, incluso il modo in cui acquistiamo. È possibile utilizzare i nostri telefoni per cercare e scegliere quasi tutti i prodotti che desideriamo e, confrontando prezzi e fornitori e leggendo le recensioni dei clienti in pochi minuti, siamo certi che stiamo ottenendo buoni affari.

Quando andiamo a lavorare, tuttavia, il processo di acquisto è molto più complicato. Ci si aspetta che si parli con qualcuno dell’ufficio  procurement che spesso ti dice cosa comprare e da chi acquistarlo. 

La soluzione? Procurement self-service

Un modo per migliorare l’esperienza dell’utente è consentire all’azienda di auto-servirsi più frequentemente per soddisfare i propri requisiti di acquisto. La tecnologia è il modo per raggiungere questo obiettivo, ma è necessaria attenzione. Ancora una volta, la tecnologia è un fattore chiave che abilita, ma è innanzitutto importante che il procurement comprenda ciò che l’azienda vuole vedere e aiutarla a utilizzare la tecnologia per raggiungere questo obiettivo. Il procurement  potrebbe identificare alcuni dati specifici sulle prestazioni dei fornitori  per la gestione dei rischi relativi a determinati fornitori chiave e potrebbe creare una spinta per i suoi servizi e posizionarsi per avere un impatto maggiore, ma deve garantire che vi siano forti circuiti di feedback sulla qualità dei dati in modo da non compromettere la credibilità.

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