Posted On 22 Aprile 2021 By In Innovazione With 310 Views

Cosa plasmerà il futuro del procurement?

Secondo Ernst&Young sono 10 i nuovi trend che plasmeranno il futuro del procurement. In questa fase in cui ci spostiamo sempre di più verso un mondo del lavoro più veloce e connesso, è fondamentale sapere quella che sarà la direzione degli acquisti. Grande importanza viene conferita alle tecnologie e ai dati e in generale al nuovo ruolo che dovranno ricoprire i professionisti del settore. Scopriamo insieme cosa dobbiamo aspettarci!

I 10 trend sul futuro del procurement

Il procurement avrà un ruolo sempre più centrale nella strategia aziendale

Si parla da molto tempo di come la funzione procurement in azienda abbia assunto, nel corso degli anni, un valore via via più importante, da centro di costi e di supporto a pedina fondamentale nella strategia di gioco.  Quello a cui si auspica è che gli acquisti passino da negoziatori a consulenti e agenti del cambiamento.  Per ottenere la fiducia è necessario che gli acquisti “aggiornino” il proprio marchio interno, dimostrino una proposta di valore più strategica e contribuiscano al valore in settori che vanno oltre la riduzione dei costi, come il costo totale di proprietà (TCO), la gestione della domanda e la gestione del valore. Maggiore influenza e valore all’interno dell’organizzazione dunque per gli acquisti che potranno così ampliare il loro mandato. EY consiglia di far evolvere gli strumenti di controllo sui costi per consentire innovazione, agilità e certezza dell’offerta.

 Sarà più agile e collaborerà direttamente con le unità aziendali

Sarà una funzione più piccola e centralizzata, e collaborerà con tutte le unità di business. I category manager per esempio diventeranno come dei partner commerciali e si concentreranno su tutte le esigenze di acquisto e categorie relative all’unità aziendale. La digitalizzazione imperante richiederà lo sviluppo di nuove competenze da parte del category manager. Quali saranno? Strategia per interpretare i quadri strategici e interpretare l’analisi, ovvero saper “collegare i punti” e comunicare con i partner in modo efficace.

I dati saranno sempre più di qualità

I dati di procurement verranno continuamente migliorati utilizzando tecniche di machine learning per identificare e correggere automaticamente le anomalie all’interno dei sistemi. I database relativi ai fornitori di un’azienda verranno costantemente aggiornati integrando i dati dei sistemi di fatturazione dei contratti, dando vita a un circolo virtuoso. L’automazione migliorerà la qualità dei dati. Man mano che dati, analisi e intelligenza artificiale diventano più integrati nelle operazioni quotidiane della maggior parte delle organizzazioni, è chiaro che per creare e far crescere l’azienda incentrata sui dati è necessario un approccio radicalmente diverso all’architettura dei dati. Quei leader di dati e tecnologia che adottano questo nuovo approccio posizioneranno meglio le loro aziende in modo che siano agili, resilienti e competitive.

L’Internet of Things migliorerà la visibilità dei modelli in tutta l’organizzazione

I dati acquisiti dall’Internet of Things (IoT) consentiranno il monitoraggio in tempo reale dei risultati sulle attività del procurement. I settori ad alta intensità di asset possono collegare questi dati a quelli relativi al ciclo dell’ordine dei fornitori, consentendo  l’approvvigionamento automatico. Questo processo creerà infine una piattaforma dati avanzata per informare il processo decisionale in merito ai modelli di spesa e di acquisto, ai contenuti del catalogo, ai portafogli dei fornitori e all’adempimento dei contratti.

Le organizzazioni faranno leva sulle fonti di dati per valutare meglio il rischio del fornitore

Nel prossimo futuro, la maggior parte delle organizzazioni avrà una visione a 360 gradi dei fornitori attraverso i dati interni, i dati dei fornitori, i dati di mercato e i dati esterni sulle prestazioni dei fornitori. Ciò non solo fornirà dati storici sulle prestazioni dei fornitori, ma consentirà anche alle organizzazioni di stabilire in modo accurato e olistico i profili di rischio dei fornitori e di prevedere gli eventi di rischio. In futuro il rischio potrà essere gestito in due modi:

  • Tramite intelligenza artificiale: le aziende avranno bisogno di persone in grado di utilizzare l’intelligenza artificiale per individuare modelli nei fornitori per prevedere eventi futuri.
  • Tramite suggerimenti sul modo migliore per reagire: ci sono una serie di approcci diversi che si sono utilizzati per rispondere a un evento. Possiamo quindi riunire tutte quelle informazioni e presentarle in un modo che consenta di valutare molto rapidamente le opzioni, prendere decisioni e agire.

RPA

Le principali funzioni procurement hanno abilitato piattaforme end-to-end, in cui viene rimosso l’intervento manuale per attività ripetibili ad alto volume. L’integrazione della RPA nei processi di acquisto può aumentare la produttività, riducendo il tasso di errore e abbassando i costi circa del 40%. Le aziende che incorporano questa tecnologia migliorano le capacità, automatizzano i processi manuali ricorrenti e time consuming e si focalizzano le competenze delle risorse umane verso attività a valore, garantendo la continuità del business in ogni momento.

L’open source entra nel mondo del procurement

I fornitori di software stanno già cominciando ad aprire le loro architetture in modo che terze parti possano sviluppare e vendere applicazioni in grado di estendere e migliorare la funzionalità delle soluzioni standard. Gli operatori del procurement potranno così accedere alle estensioni del software che meglio colmano i gap delle piattaforme in uso.

Bot e assistenti virtuali

Le esperienze di acquisto avverranno sempre più spesso tramite assistenza vocale per garantire una user experience semplice e intuitiva.

Blockchain q.b

L’utilizzo della blockchain sarà molto probabilmente limitato agli scenari in cui vi è un requisito di tracciabilità normativa e alti livelli di contraffazione. La blockchain si sta facendo strada nell’ambiente della supply chain di diversi settori come quello del diamante e dell’oro, del tè e del caffè, delle bevande, degli alimenti e delle automobili grazie ad applicazioni in fase di test e di progetti pilota. Nella maggior parte dei casi, si ricorre  alla blockchain per la visibilità della catena di approvvigionamento e la tracciabilità dei prodotti, ma alcune realtà l’hanno applicata come strumento per semplificare le transazioni. Questo interesse cresce non solo nelle imprese private ma anche nelle organizzazioni commerciali, autorità ed enti governativi.

Make vs buy

Con l’emergere di nuove tecnologie, come le stampanti 3D, e la necessità di ottenere un vantaggio competitivo, l’attuale status quo intorno al make vs. buy sarà messo a dura prova. Realizzare prodotti o acquistarli? Il procurement dovrà diventare più strategico nell’analisi delle nuove tecnologie e fornitori per compiere scelte oculate. Il vantaggio principale risiede nella possibilità di realizzare prodotti o componenti “on demand” con tempi di consegna contenuti, abbattendo così i costi di stoccaggio delle scorte nei magazzini. Questo è vero soprattutto quando la tecnologia additiva viene utilizzata per produrre parti di ricambio, stampabili solo quando è necessario (on demand) oppure direttamente nel luogo in cui verranno utilizzati (on site). Dal punto di vista del procurement, l’inventario virtuale o digitale può sembrare una soluzione miracolosa a molti dei problemi che affliggono i direttori acquisti. Attenzione però: ci sono dei rischi che non vanno sottostimati. Ci sono però alcuni limiti all’utilizzo di un inventario virtuale basato sull’additive manufacturing. Uno dei possibili punti critici riguarda alcuni materiali, come ad esempio il vetro, che sono difficili o troppo costosi da produrre in questo modo. Il secondo aspetto che bisogna tenere in considerazione è di tipo organizzativo e riguarda l’integrazione di questo tipo di produzione con le supply chain già esistenti. Un procurement manager dovrebbe poter sapere subito se un pezzo si trova in un inventario virtuale, in modo da rendere il processo di acquisto automatico e privo di interruzioni.

I leader del procurement del futuro devono adattarsi alle nuove capacità e tecnologie che arriveranno, definendo una chiara strategia e una road map da adottare.

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