Posted On 1 Dicembre 2017 By In Innovazione With 1454 Views

Il futuro delle aziende tra Digital Transformation ed energia

Il Politecnico di Milano non è solamente una delle più prestigiose università d’Europa e il fiore all’occhiello del Belpaese, ma è ormai anche una solida fonte di dati per quanto riguarda l’innovazione a 360 gradi: dalla School of Management di quest’ultimo infatti sono arrivati ultimamente report particolarmente interessanti riguardanti in generale la digital transformation, una rivoluzione che toccherà tutte le aziende italiane e comincerà secondo gli analisti del Politecnico proprio dal settore dell’Energia. Secondo il Digital Energy Report realizzato dall’Energy&Strategy Group nei prossimi anni le regole si irrigidiranno e chi non saprà adeguarsi al nuovo scenario rischierà di scomparire dal mercato. Come spiega d’altro canto Vittorio Chiesa, direttore dello stesso gruppo, “Le sfide della digital energy per gli attori della filiera sono molte. sia sul piano tecnologico, perché è ancora lunga la strada da percorrere per rendere fruibili e sfruttabili molti dei benefici intangibili, sia soprattutto sul piano dei modelli di business vincenti, che andrebbero rapidamente identificati e adottati. Infatti, se le aziende non modificano in maniera profonda il loro assetto rischiano di essere soggette a fenomeni di disruption, come in ogni settore dove sia entrata prepotentemente la digitalizzazione. Allo stesso tempo è quanto mai interessante, particolarmente in Italia, tenere sotto controllo le startup, non soltanto per la ventata di novità che possono portare in un settore caratterizzato da un elevato grado di maturità, ma anche perché proprio da queste potrebbe arrivare il nuovo rilancio della digital energy”.

Il concetto di digital energy infatti comprende diverse architetture complesse che oltre ai sistemi hardware e software per il monitoraggio e l’azionamento dei diversi impianti energetici comprendono i sistemi di trasmissione dei dati e l’intelligenza necessaria alla loro elaborazione, quindi l’intero sistema dell’Internet of Things. Tuttavia secondo il report del Politecnico le aziende del Belpaese si sono orientate verso soluzioni “energy only, più focalizzate a ottimizzare i benefici tangibili legati al risparmio energetico. “Vi è dunque il rischio – sottolinea Chiesa – che una visione di breve periodo sposti la maggior parte degli investimenti verso soluzioni “energy only”, sicuramente efficienti dal punto di vista economico ma meno adatte, soprattutto in contesti quali lo Smart Manufacturing, a garantire quel salto in termini di produttività che invece la quarta rivoluzione industriale promette di portare nel Paese”. La chiave del successo, secondo quanto emerge dal report, è l’alto livello di flessibilità delle soluzioni digitali: l’adattabilità delle infrastrutture per la raccolta dei dati e della loro trasmissione, così come quella degli strumenti di analytics, sono fondamentali per la penetrazione in contesti assolutamente eterogenei. Le capacità dei prodotti interconnessi spaziano così dal più semplice monitoraggio delle condizioni di funzionamento di un asset, con la segnalazione di eventuali anomalie, al controllo, all’ottimizzazione, fino allo sviluppo di una certa autonomia del prodotto.

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