Posted On 7 Febbraio 2019 By In Innovazione With 45 Views

Il cloud per gli acquisti: i vantaggi di un servizio in crescita

cloud computing

Come passare da data centre a servizi di archiviazione e software on demand può migliorare il business

Il cloud era ancora un concetto nuovo nel 2006, scrive Sian Harrington nel suo articolo dedicato a questo argomento su Supply Management, eppure da allora ha permesso tutto un nuovo pacchetto di servizi digitali. Molti di noi oggi usano questa tecnologia ogni giorno, ascoltando musica in streaming da Spotify, guardando Netflix o usando un servizio online per inviare e-mail o salvare foto. Se usate un software ospitato su una rete internet o intranet, state usando il cloud e un’azienda esterna usa i propri server per fornirvi database, spazi di archiviazione, networking, analytics e altro ancora.

Quest’anno, secondo una ricerca Forrester, il mercato continuerà a crescere, fino a raggiungere un valore di 200 miliardi di dollari. Dominano il settore sei grandi player: Alibaba, Amazon Web Services, Google, Ibm, Microsoft e Oracle.

I cloud service provider sono responsabili dell’aggiornamento e della manutenzione della tecnologia sul cloud e, in genere, i clienti pagano per il servizio che usano. Dal punto di vista finanziario, questo significa che i clienti possono spostare le spese hardware e software dai costi in conto capitale a quelli operativi ed eliminare il costo del mantenimento di data centre in loco.

Il servizio cloud più usato è il software-as-a-service: offre applicazioni software on demand in base a un abbonamento. Si prevede che entro il 2020 crescerà del 18% ogni anno. Altri servizi destinati a crescere sono le platform-as-a-service e le infrastructure-as-a-service. Ma quali sono i vantaggi del cloud per le aziende e, in particolare, in che modo può aiutare il procurement?

Il maggior beneficio di accedere a un software attraverso il cloud è che il programma viene aggiornato costantemente senza la necessità di ulteriori investimenti. Significa anche che l’azienda può estendersi rapidamente in caso di bisogno, aggiungendo potenza o spazio di archiviazione quando si verifica un aumento della domanda o se si espande in nuove aree. In questo modo, i team IT non devono più gestire le infrastrutture in loco (con continui rattoppi dei software e set up dei computer) e possono invece concentrarsi su obiettivi più strategici.

Inoltre, il cloud rende più facile l’uso della stessa piattaforma per tracciare un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita e supervisionare l’intera supply chain, agevolando decisioni in tempo reale migliori, visibilità e collaborazione.

D’altra parte, il cloud implica che il cliente presti una maggiore attenzione ai rischi che riguardano la sicurezza e la privacy, poiché di fatto si sta “esternalizzando” il proprio asset digitale a un cloud service provider.

Il cloud procurement sta cominciando a venir usato anche da parte dei governi: la Gran Bretagna ha una politica cloud-first, mentre negli Stati Uniti il ministero dell’Agricoltura sta sperimentando un centro di eccellenza cloud. Ha infatti chiuso 21 data centre su 39, con l’obiettivo di arrivare a uno solo. Quest’anno ha lanciato un sito web mobile-friendly, Farmers.gov, dove gli agricoltori possono richiedere servizi online, e sta sviluppando un piano per accorpare 22 fornitori di servizi per gli utenti in uno.

Super Retail Group, un rivenditore australiano che conta 2 miliardi di dollari di vendite annue e rifornisce più di 600 negozi, ha lanciato nel 2011 una piattaforma sul cloud di consegna on demand singola. Ha iniziato con 400mila Sku ed è arrivata a 1,4 milioni. L’azienda afferma che il modello di servizi cloud si è dimostrato scalabile e affidabile e, dopo soli sei mesi dall’implementazione, è in grado di tagliare le scorte e gli stock di sicurezza del 20%.

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