Posted On 27 Settembre 2022 By In Innovazione With 125 Views

Intel, nuovo impianto per semiconduttori in Veneto

Il governo uscente di Mario Draghi e Intel hanno scelto la città di Vigasio nel Veneto nord-orientale come sito preferito per una nuova fabbrica di chip in Italia, riferisce Reuters.

La logica della scelta

L’impianto rappresenterà un investimento multimiliardario per Intel, e pare che l’Italia lo finanzierà fino al 40%. Si parla di 4,5 miliardi di euro come cifra iniziale, che si espanderanno nel corso degli anni. Dovrebbe portare un bel po’ di nuovi posti di lavoro – fino a 5.000, stando alle stime di Intel stessa (1.500 diretti e 3.500 indotti tra fornitori e partner). Per il momento non è chiaro che tipologia di chip verrà realizzata, ma l’obiettivo è avviare la produzione tra il 2025 e il 2027.

Situata vicino a Verona, sulla strategica autostrada e ferrovia del Brennero, Vigasio sarebbe l’opzione preferita. Il Veneto sarebbe preferito in quanto ben collegato con la Germania e in particolare con la città di Magdeburgo, dove Intel aprirà altri due stabilimenti.

La fabbrica italiana dovrebbe essere un avanzato impianto di confezionamento e assemblaggio di semiconduttori, che utilizza nuove tecnologie.

Parte di un disegno più ampio

Il produttore di chip statunitense sta diffondendo i suoi investimenti in Europa in una mezza dozzina di paesi, incluso il potenziamento della sua fabbrica esistente in Irlanda, la creazione di una struttura di progettazione e ricerca in Francia

In generale, Intel ha annunciato in passato un investimento pari a circa 80 miliardi di euro per la costruzione di impianti in tutta Europa. Intanto, l’Italia avrebbe intavolato colloqui anche con altre importanti realtà del settore, tra cui STMicroelectronics, MEMC e TSMC, su cui però ancora non si sa molto.

Una strategia di medio termine

Per far fronte a questa crisi Intel ha sin da subito agito per superare la concentrazione della produzione in Asia. Tuttavia, per la costruzione di un nuovo impianto occorrono quattro anni. Ma lo squilibrio geografico nella catena di approvvigionamento ha pesato sulla crisi dei chip, ponendo in prospettiva Europa e Stati Uniti in una posizione di dipendenza strategica.

Per questa ragione il colosso americano sta puntando, oltre alla costruzione di nuovi impianti negli Stati Uniti, alla creazione di nuovi hub in Europa. Per garantire l’approvvigionamento a partner strategici e assicurarsi un mercato sempre più importante.

 

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