Posted On 13 novembre 2018 By In Innovazione With 60 Views

La tecnologia mappa le supply chain della moda

deforestazione

Canopy permette di sapere se il rayon proviene da aree boschive protette

Il numero più alto di vittime nell’industria della moda si registra tra gli alberi, afferma Eric Roston su Bloomberg. Più di 150 milioni vengono abbattuti ogni anno, spediti per il mondo e infine macerati e trasformati in viscosa, cioè il rayon, un tessuto economico e setoso usato abbondantemente dai marchi di abbigliamento di largo consumo.

L’impatto ambientale provocato dalla produzione di questo tessuto è un problema per le aziende della moda, un numero sempre maggiore delle quali si sta impegnando a garantire un processo produttivo ecologico. Il settore della viscosa prospera grazie ai boschi di tutto il mondo, incluse alcune aree che sono state definite ecologicamente sensibili. Nel momento in cui la polpa diventa rayon, però – e questo avviene solitamente in Cina – è quasi impossibile sapere se proviene da piantagioni da legno americane o antiche foreste indonesiane. A meno che qualcuno non presti attenzione a queste informazioni.

Organizzazioni non profit come il WWF, Greenpeace o Rainforest Action Network hanno una conoscenza specifica dei paesi che ha aiutato le aziende ad allineare i propri metodi produttivi all’impegno per la difesa dell’ambiente, ma le persone sono limitate in termini del territorio di cui possono dare copertura e di numero di ore che possono lavorare in un giorno.

Perciò diverse aziende, incluse Hennes & Mauritz AB, Kering SA e Marks & Spencer Group Plc, hanno speso l’ultimo anno ad aiutare l’organizzazione canadese non profit Canopy nella costruzione di un sito che usa le immagini satellitari e la ricerca per la conservazione dell’ambiente per identificare le foreste che gli scienziati ritengono da proteggere. Si chiama Forest Mapper e le immagini mostrano 36 livelli di dati, 25 direttamente attinenti alle foreste e altri riguardanti gli habitat delle specie a rischio e il carbonio racchiuso negli alberi e nel suolo. Le mappe sono basate sul lavoro del World Resources Institute e il suo real-time tracker della deforestazione, del Global Forest Watch, il Forest Stewardship Council, l’International Union for Conservation of Nature e il WWF.

La supply chain della viscosa è stata poco trasparente fino ad anni recenti, quando le aziende hanno cominciato a fare domande e Canopy a fare audit di siti di produzione della polpa vegetale. La ricerca sul campo, completata dallo strumento di mappatura, ora dà alle aziende e alle organizzazioni non governative informazioni sufficienti per tagliare i fornitori indesiderati o sfidarli a rivedere le proprie pratiche.

Quasi 50 aziende di moda, cartiere e case editrici hanno approvato questo strumento per migliorare la propria analisi dei punti in cui la supply chain attraversa ecosistemi rari, quasi distrutti dall’uomo o importanti per la conservazione della biodiversità. Kimberly-Clark Corp., per esempio, sta progettando di inserire la sua supply chain in Forest Mapper, ha dichiarato Lisa Morden, vice president per la sicurezza e la sostenibilità.

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