Posted On 24 Settembre 2020 By In Innovazione With 102 Views

L’autonomous procurement ti sostituirà?

Una riflessione di  Amenallah Reghimi su Spend Matters fa il punto sull’Autonomous Procurement e si interroga sulla possibilità che possa “rubare” il lavoro ai professionisti del settore. Oggi l’automazione ha investito diversi settori, dall’industria manifatturiera alla finanza, e può contare su una forza lavoro qualificata; ma anche in futuro, secondo l’autore, molti altri compiti verranno eseguiti in modo autonomo.

Per il momento, quello che noi definiamo automazione consiste in attività di routine in cui l’uomo è sostituito da processi robotici basati su regole. Ma non è finita qui, infatti, con l’industria  4.0 si vivrà un’ulteriore accelerazione del processo, dovuta alla grande mole di dati che farà da base all’apprendimento automatico e all’intelligenza artificiale. Per esempio con una produzione basata sull’automazione sarà possibile identificare fin dall’inizio eventuali errori e far effettuare direttamente la modifica dalla macchina.

Verso l’autonomous procurement

Secondo Spend Matters esistono 4 fasi lungo le quali si dovrebbe passare dalla tecnologia che aiuta gli acquisti a completare le attività a una piattaforma che applica le conoscenze raccolte del team per svolgere le azioni ripetitive per loro:

Livello uno – Automazione basata sull’intelligenza assistiva

Livello due – Approvvigionamento aumentato basato sull’intelligenza aumentata

Livello tre – Approvvigionamento intelligente basato sull’intelligenza cognitiva

Livello quattro – Approvvigionamento autonomo basato su intelligenza autonoma

Una soluzione di procurement realmente autonoma non dovrebbe avere solo capacità cognitive integrate in tutta la piattaforma ma dovrebbe usarle per automatizzare i processi di approvvigionamento senza che nessun operatore intervenga. Un qualcosa che ancora non esiste, a cui gradualmente ci avviciniamo, e che non è impossibile che succeda: le macchine impareranno dagli esseri umani e adatteranno il loro comportamento grazie alle capacità cognitive, facendosi assegnare nuovi compiti e mansioni.

Il grande dilemma

L’autonomous procurement porterà via il lavoro a chi oggi è responsabile degli acquisti aziendali? Forse è troppo presto per dirlo. Quel che è certo è che molti compiti e attività umane ripetitive verranno sostituite. Al momento esistono delle attività che i robot possono eseguire senza problemi e altre che non possono prescindere dal tocco umano. Il progresso tecnologico è difficile da fermare soprattutto perché siamo noi stessi a tendere verso di esso. Eppure molti lavoratori lo temono. Alcuni hanno espresso il timore che l’approvvigionamento autonomo priverà i professionisti del procurement di attività critiche come l’approvvigionamento, l’appalto, la gestione e l’esecuzione di acquisti con i fornitori di beni e servizi. In realtà abbiamo elencato alcune delle attività che è meno probabile che vengano toccate dalla tecnologia, se non marginalmente. L’intelletto umano in questo caso è imprescindibile.

L’autonmous procurement utilizzerà l’intelligenza artificiale prescrittiva per anticipare e correggere piccoli difetti prima che si verifichino e che si sommeranno a grandi vantaggi in termini di risparmi sui costi e miglioramenti delle prestazioni. Ed è qui che entreranno in gioco i professionisti del procurement che prenderanno le proprie decisioni su una base solida di analisi dei dati ed esperienza.

L’aumento dei livelli di automazione giocherà un ruolo decisivo nell’attrarre talenti nella professione in futuro, che si aspettano di confrontarsi con tecnologie all’avanguardia.

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