Posted On 11 ottobre 2018 By In Innovazione With 164 Views

L’azienda mineraria Boliden usa i robot per aiutare il procurement

Circuiti

I processi di automazione sono impiegati per registrare i contratti e confermare gli ordini

L’azienda svedese Boliden, che si occupa di estrazione mineraria e fonderia, sta usando la robotica e l’automazione per liberare il procurement da compiti scomodi, spiega Katie Jacobs su Supply Management.

Al ProcureCon Europe che si è tenuto a Praga, il Cpo dell’azienda Bjorn Stenecker ha raccontato come il suo team ha costruito robot per snellire il lavoro amministrativo.

«Non avremo mai il sistema perfetto, ma la robotica ci aiuterà ad avvicinarci», ha affermato, aggiungendo che quando ha chiesto a 200 tra i maggiori fornitori dell’azienda quale tecnologia pensavano avrebbe avuto il maggiore impatto nel settore, le risposte principali sono state robotica e automazione.

Ad oggi, il team di procurement di Boliden ha costruito due robot, per la registrazione dei contratti e le conferme degli ordini. Nel primo caso, un buyer manda un Pdf del contratto al robot, che lo archivia, informa le parti interessate e aggiorna il sistema.

Il bot ha impiegato due settimane a programmarsi. «La compliance era molto bassa», ha affermato Stenecker. «Abbiamo tagliato un’ora di lavoro senza valore aggiunto per ogni contratto stipulato».

L’altro bot scansiona gli ordini dei fornitori, comunicando loro automaticamente quali informazioni mancano e aggiornando in seguito il sistema. «Abbiamo impiegato tre settimane per programmarlo e funziona molto bene», ha spiegato Stenecker.

«Non è fantascienza», ha aggiunto. «Ci sono molte aree dove si possono programmare robot per svolgere compiti scomodi, o quelli che non vengono mai completati. Un robot che lavora 24/7 non si stancherà mai».

La sua “missione” ideale è sviluppare un robot che controlli i problemi di compliance rispetto alla corporate responsibility dei fornitori dei Tier 3 e Tier 4.

Un altro obiettivo per il procurement di Boliden è la creazione di un ecosistema di fornitori che li incoraggi a collaborare sull’innovazione. «Come possiamo farli lavorare insieme in un ambiente aperto per ottenere l’innovazione di cui abbiamo bisogno?», si è chiesto Stenecker.

Ha aggiunto che un cambiamento che si è rivelato vincente nell’azienda è stato rimuovere i requisiti ai fornitori per il trasferimento della proprietà intellettuale. «È un modello attraente e la base fornitori sceglie di innovare insieme a noi invece che con i nostri competitor. Così possiamo influenzare in cosa spendono i loro soldi destinati alla ricerca e sviluppo».

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