Posted On 22 Novembre 2021 By In Innovazione With 37 Views

Le nuove priorità per i leader del Procurement

In tutti i settori, il 2020 ha portato i leader aziendali a rivalutare le proprie priorità e ad adeguarsi in base alle nuove sfide che la pandemia ha portato alla luce.

Questa situazione di instabilità ha toccato particolarmente i CPO, costantemente preoccupati dalle tensioni generate dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e la conseguente carenza di mercato.

Per affrontare gli scenari futuri i CPO stanno rapidamente riaffermando le loro priorità imminenti, identificando i principali focus per i loro team e le iniziative da intraprendere per creare benefici all’intero processo di approvvigionamento.

Ecco gli obiettivi chiave e il modo in cui i leader si assicurano di ottimizzarli secondo un articolo pubblicato su Supplychaindive.

 

  1. Costruire l’efficienza operativa

Sebbene l’efficienza e la riduzione dei costi siano strettamente collegate, le organizzazioni stanno cercando di semplificare interi processi invece di concentrarsi esclusivamente sui profitti.

Per promuovere l’efficienza operativa, i leader si stanno concentrando su flessibilità e agilità. Per i professionisti del sourcing, questo significa investire in piattaforme che rinnovano i flussi di lavoro eliminando gran parte dei processi manuali.

Aumentare l’efficienza operativa significa anche aumentare la visibilità end-to-end in tutti i processi. La disponibilità di informazioni più visibili dall’inizio alla fine rende le operazioni più efficienti e riduce i costi.

 

  1. Sbloccare i dati nel proprio ERP con maggiore agilità

Agevolare la trasformazione digitale è diventata una necessità per i CPO di tutto il mondo. Il sondaggio sulla resilienza della supply chain di Quickbase ha rilevato che solo il 10% dei professionisti della catena di approvvigionamento si ritiene perfettamente preparato per una possibile interruzione in futuro.

Senza le giuste capacità digitali, prepararsi ad affrontare eventuali stop diventa impossibile. Il progresso non si ottiene semplicemente concedendo in licenza un nuovo software, ma adottando uno sguardo olistico nei confronti delle operazioni e dei processi esistenti.

La trasformazione digitale inizia con l’analisi dei sistemi ERP per individuare inefficienze e punti di debolezza per incrementare le informazioni avanzate sui propri sistemi.

Un tempo un sistema ERP altamente personalizzato era considerato una risorsa importante per le organizzazioni. Tuttavia, ad oggi, i sistemi difficili da modificare sono diventati un problema poiché spesso mancano di informazioni in tempo reale, presentano barriere all’accesso dei dati e sono costosi da mantenere.

Aggiungendo agilità al proprio sistema ERP, è possibile portare avanti la trasformazione digitale senza richiedere grandi risorse IT. Rendere i dati complessivamente accessibili e centralizzati migliorerà notevolmente il progresso di digitalizzazione.

 

  1. Migliorare la gestione del rischio attraverso la visibilità

Infine, per i CPO, la semplificazione delle operazioni ed una maggiore collaborazione diventano indispensabili per un’attenzione più ampia alla gestione del rischio. I leader sostengono la necessità di comunicazione profonda e di visibilità nei sistemi dei fornitori per ridurre al minimo i rischi dell’approvvigionamento.

A tal proposito, il sondaggio di Quickbase, ha rivelato che il 59% dei dirigenti della supply chain ritiene che la causa principale del loro lento tempo di reazione ai cambiamenti sia il risultato diretto di processi o sistemi disconnessi.

In questo contesto si segnala un aumento del 20% dei professionisti della catena di approvvigionamento che hanno identificato una maggiore visibilità come priorità, a seguito della pandemia di COVID-19.

 

 

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