Posted On 6 aprile 2018 By In Innovazione With 136 Views

Procurement: la qualità dei dati rallenta l’adozione dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è stata a lungo presentata come la grande novità nel procurement, nonché la soluzione a molti dei suoi problemi.

Si dice che la sua implementazione eliminerà molti dei compiti burocratici quotidiani dei professionisti del campo, come raccogliere gli ordini d’ acquisto e verificare i contratti. Inoltre, renderà più rapido il processo decisionale e le decisioni stesse più intelligenti.

Nonostante le promesse, però, la diffusione dell’Ai è stata lenta. Qualche fornitore terzo di tecnologie l’ha inserita nelle proprie soluzioni, e alcune funzioni hanno sperimentato questa tecnologia nelle proprie operazioni.  Tuttavia, l’applicazione su larga scala dell’intelligenza artificiale deve ancora verificarsi.

Ho chiesto le ragioni di questo ritardo ad Alex Saric, chief marketing officer di Ivalua, fornitore globale di servizi tecnologici di spend management, nel corso della recente conferenza dell’azienda a Londra. Saric ha indicato due cause fondamentali. Per prima cosa, ha detto, le applicazioni di intelligenza artificiale devono ancora raggiungere un punto di maturità in cui le funzioni possono usare questa tecnologia al pieno potenziale. In secondo luogo, ha aggiunto Saric, i dati che alimentano questa tecnologia non hanno ancora una qualità sufficiente. «L’intelligenza artificiale è efficace tanto quanto i dati di cui si alimenta. Se i dati che vengono inseriti nel sistema sono mediocri, la loro elaborazione sarà anch’essa mediocre».

Secondo Saric, oggi molte funzioni acquisiscono dati da innumerevoli sistemi, molti dei quali producono serie di dati differenti. Anche quando producono dati simili, in molti casi, questi sistemi non possono parlarsi. Questo significa che è difficile per un sistema di intelligenza artificiale ottenere una qualsiasi informazione significativa dai dati.

Di per sé, l’intelligenza artificiale si svilupperà soltanto quando questi due problemi saranno risolti. Molti system providers, come Ivalua, se ne rendono conto e stanno lavorando a delle soluzioni.

Benché potrebbe volerci del tempo prima che si diffonda l’adozione dell’intelligenza artificiale, quanto più velocemente le storie di successo diventeranno note, tanto più facile sarà per i capi del procurement predisporre un piano economico per questa tecnologia. Allora i casi isolati dei pionieri si trasformeranno in un flusso ininterrotto.

Di Tim Burt, Procurement Leaders

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