Posted On 11 Gennaio 2022 By In Innovazione With 168 Views

Rightshoring: approvvigionamento a prova di necessità

Le interruzioni causate dalla pandemia hanno messo in luce la necessità di resilienza della catena di approvvigionamento.

Ma quali sono gli strumenti e le strategie per mettere in atto il cambiamento richiesto?

SpendMatters cerca di rispondere a questa domanda indagando il sempre crescente fenomeno del rightshoring, un modello operativo che punta ad aumentare la stabilità della supply chain, impiegando la migliore soluzione di approvvigionamento adattandola ad uno specifico prodotto, categoria o componente.

Più nel dettaglio il rightshoring può essere definito come il posizionamento del processo di approvvigionamento in località e Paesi che forniscono la migliore combinazione di costi ed efficienza.

Una strategia che permette a un’azienda di analizzare la complessità e l’importanza delle attività richieste, affidandone il completamento alla forza lavoro più adatta, indipendentemente dalla posizione.

Una tipologia di azione che conferma ulteriormente l’inefficacia di una globalizzazione cieca delle catene di approvvigionamento che non guarda alle conseguenze a lungo termine, ai possibili shock o alle interruzioni isolate della catena di fornitura.

Da questa considerazione deriva la necessità delle aziende di controbilanciare il rischio con i costi e le opportunità, esaminando attentamente le diverse opzioni nel processo di approvvigionamento.

 

Tre linea guida quando si valuta il rightshoring

-Considera il quadro generale di azione;

-Focalizzati sugli obiettivi di una strategia di approvvigionamento rivista: migliore resilienza, prevenzione degli attriti commerciali, sostenibilità e risparmio sui costi.

-Sviluppa piani specifici per l’esecuzione di categorie, prodotti e componenti ad alto rischio e alta opportunità

 

1. Mantieni una visione a 360 gradi

A differenza del reshoring, che prevede uno spostamento “all’ingrosso” della produzione in madre patria, l’approccio di rightshoring deve essere flessibile e modellabile in base alle esigenze dell’azienda.

Per individuare la geografia migliore di approvvigionamento le variabili da considerare sono molteplici:

-costi

-qualità

-servizio

-affidabilità

-tempi di consegna

-sostenibilità

 

2. Considera il business aziendale

Una revisione delle strategie di approvvigionamento, in questo caso adottando la filosofia del rightshoring, può identificare opportunità per migliorare l’efficienza complessiva della propria supply chain, il che genera un impatto positivo sui profitti.

Il righshoring, infatti, sta portando a costi di inventario inferiori e, in alcuni casi, a una migliore protezione della proprietà intellettuale. Questa tendenza produce anche tempi di consegna minori che possono aiutare le aziende a soddisfare la crescente domanda di una rapida evasione dei prodotti.

 

3. L‘automazione guida l’innovazione nell’approvvigionamento

Il cambiamento non può avvenire senza una solida strategia tecnologica. Un approccio ponderato alla tecnologia può rendere molto più facile per i team di approvvigionamento affrontare potenziali cambiamenti nel corso di una revisione di approvvigionamento.

Ci sono anche altre aree in cui la tecnologia può aiutare. Ad esempio, nell’ambiente globale di oggi ci si aspetta di conoscere la posizione esatta di un prodotto in un dato momento. Ecco che abilitare visibilità e trasparenza attraverso la tecnologia consente una maggiore flessibilità nella pianificazione e nell’ottimizzazione della fornitura.

L’automazione allevia anche l’onere di trattare con nuovi fornitori in paesi sconosciuti, che è diventata la norma a seguito delle interruzioni della catena di approvvigionamento.

 

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