Posted On 18 Novembre 2020 By In Innovazione With 54 Views

Tecnologia nel procurement: perché si deve avere una strategia?

Sul blog di Procurious, Chander Vashistha, source-to-pay practice leader in IBM, ha analizzato nel suo articolo il rapporto tra tecnologia e procurement partendo dal presupposto che le organizzazioni sono dipendenti da funzionalità tecnologiche come il source-to-pay proprio perché renderebbe questo processo molto più efficiente. Eppure, inserire nelle dinamiche aziendali la tecnologia non è semplice come si crede: il processo di selezione, implementazione e l’utilizzo stesso delle piattaforme è molto impegnativo. Un ulteriore problema che si aggiunge è che non sempre si identifica fin da subito la tecnologia giusta che risponda alle necessità specifiche e questo implica che non si possano ottenere a pieno tutti i suoi vantaggi.

Avere in mente una strategia è la chiave di volta per acquisti di successo, deve essere il primo passo. La tecnologia è invece uno step successivo che deve supportare e consentire la chiarezza, non crearla ex novo. Quello che molte aziende sbagliano, secondo l’autore, è proprio quello di ritenere che la tecnologia possa portare benefici e generare una strategia senza avere già le idee chiare. La realtà è tutta il contrario.

Come far parlare tra loro tecnologia e procurement

Il Covid-19 e le conseguenze ad esso correlati rendono ancora più importante l’utilizzo della tecnologia per migliorare le prestazioni. Chander Vashistha  ha individuato tre modi per sfruttarla a proprio favore.

Allineare la strategia di acquisto con le operation e la vision

Se la tecnologia viene inserita in un contesto in cui strategia e visione sono disallineate, le nuove piattaforme amplificheranno ulteriormente queste incongruenze. Ancor prima di pensare alla tecnologia, un’azienda dovrebbe riprendere in mano la propria strategia e visione sul procurement in modo che siano connesse e, in un secondo momento, implementare la tecnologia. Dopo aver compreso la strategia di acquisto, visione e strategia, il passo successivo è allinearli, apportare le modifiche necessarie e porre le basi per la ricerca di una tecnologia che risponda ai bisogni dell’organizzazione.

Conoscere e comprendere i quattro tipi di tecnologia per gli acquisti

Molti professionisti del procurement ritengono che tutte le piattaforme e sistemi facciano parte della stessa categoria. Al contrario, se comprendessero e conoscessero le diverse tipologie, sarebbe più semplice ricercare e acquistare la migliore. Quello che si dovrebbe evitare è l’acquisto di più tecnologie che svolgono funzioni simili che comporterebbe sprechi e ridondanze.

Le quattro tipologie di tecnologia:

  • ERP software e blockchain equivalent
  • Commodity or process-neutral procurement technology
  • Commodity or process-specific procurement technology
  • Cognitive e-procurement application

Le organizzazioni spesso investono in uno o due tipi di tecnologie di approvvigionamento, che in genere non consentono di realizzare la loro strategia e visione di approvvigionamento.

Concentrarsi sulle applicazioni di cognitive e-procurement

Le organizzazioni hanno un’ampia gamma di scelta nelle tecnologie, in particolare nelle applicazioni di cognitive e-procurement, che utilizzano l’intelligenza artificiale.

Le applicazioni di e-procurement cognitivo sono relativamente nuove e ampiamente pubblicizzate, per questo prima di optare per il loro acquisto si dovrebbero comprendere le funzionalità necessarie. Una volta identificate e identificato il prodotto specifico per le proprie esigenze, l’aumento del ROI e miglioramento della strategie arriveranno naturalmente.

Allineando le strategie, comprendendo i tipi di tecnologia e implementando applicazioni cognitive di e-procurement, le organizzazioni possono migliorare le prestazioni, la maturità e i risultati.

 

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