Posted On 11 Luglio 2019 By In Interviste With 69 Views

Loser-loser è meglio

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Riportiamo l’intervista di Micol Barba a Guillermo Sarria, Global procurement director di Alfaparf Group, pubblicata sul magazine “The Procurement – Il futuro del procurement” (Anno 4 Numero 1)

Come sempre più spesso enfatizzato, la funzione del procurement ha un compito sfidante e un’opportunità concreta di avere un impatto positivo sui risultati e sullo sviluppo dell’azienda. Al tempo stesso, però, non sempre ottiene rispetto e fiducia dalle altre funzioni.

Dalla Spagna all’Italia, più precisamente a Bergamo, dal cemento alla cosmetica, Guillermo Sarria ha una visione molto precisa e controcorrente di come intende la funzione Acquisti.

Dopo aver partecipato, come relatore, al nostro “Supply chain finance congress”, realizzato al Vodafone Theatre lo scorso aprile, ho avuto occasione di incontrarlo nuovamente, a margine di un recente meeting organizzato da Optima, la print management company, che nel corso dell’anno, propone alcuni incontri formativi volti a individuare nuovi piani di comprensione e collaborazione tra Acquisti e Marketing.

Dopo quasi dieci anni in Italcementi, dove ricopriva il ruolo di Global Cpo, Sarria è approdato al variopinto mondo di Alfaparf per forte volontà dello stesso fondatore e presidente della multinazionale bergamasca Roberto Franchina, che probabilmente ha visto nel giovane manager spagnolo il suo stesso piglio risoluto.

Partito con un capitale di 25 milioni di lire, da quel garage dove preparava e confezionava lozioni di bellezza da proporre alle parrucchiere della zona, oggi Franchina può guardare soddisfatto alla creazione di una multinazionale dal fatturato di oltre 250 milioni l’anno e in costante crescita, ora anche grazie al contributo di un moderno manager con una visione internazionale che ha rivoluzionato con garbo e fermezza le dinamiche interne.


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