Posted On 16 Marzo 2020 By In Interviste, Parola alla Community With 350 Views

Il servizio pubblico che non si ferma, nonostante il coronavirus.

Laura Carpineti - Il servizio pubblico che non si ferma, nonostante il coronavirus

Intervista a Laura Carpineti, Head of Procurement & Contracts di Gruppo CAP

Da una prima esperienza in Consip nell’ufficio studi fino alla collaborazione, dal 2007 al 2012, con la Centrale Regionale Acquisti Lombarda in qualità di responsabile della spesa di funzionamento. Abbiamo intervistato Laura Carpineti, Head of Procurement & Contracts presso il Gruppo CAP – ancora per qualche giorno e prossima ad intraprendere una nuova esperienza lavorativa da Martino & Partners – che ci ha raccontato cosa significa operare nel settore pubblico e come la funzione Acquisti di Gruppo CAP, servizio di pubblica utilità, sta gestendo l’emergenza del coronavirus.

Una carriera nel pubblico, quali sono le peculiarità?

La peculiarità principale del procurement pubblico rispetto a quello privato è il rispetto della normativa perché nel settore in cui opero si è soggetti al Codice degli appalti. Per esempio, se a seguito di un’analisi di mercato si dovesse evidenziare che è necessario rivolgersi ad un unico fornitore, in quanto si è in presenza di monopolio, nel settore privato sarebbe molto facile attivare una negoziazione e stipulare un contratto in tempi stretti. Al contrario, nel pubblico si riscontrerebbero vincoli di pubblicità a cui bisogna far fronte e che allungano non solo i tempi e i processi ma comportano anche aumento dei costi in termini di personale e non solo.

In particolare, ha collaborato all’avvio della Start-up della Centrale Regionale Acquisti Lombarda. In cosa è consistita questa esperienza?

L’esperienza nella Start-up della Centrale Regionale Acquisti Lombarda, che viene dopo una prima esperienza in Consip nell’ufficio studi, è stata una palestra per la gestione della supply chain in quanto questo settore relativo alla centralizzazione della spesa pubblica è molto complesso dal punto di vista dell’analisi della domanda e della centralizzazione della domanda stessa.
Se da una parte per le commodity standardizzate, come farmaci, basta solamente raccogliere il quantitativo di fabbisogni richiesti da ogni unità acquirente, per le commodity non standardizzate – come i servizi o attività molto particolari e specifiche per singoli ospedali – è strategica una buona attività di bundling della spesa. Il ricordo che ho della Centrale Acquisti è proprio questo: l’attenta analisi della domanda che deve conciliare le diverse esigenze.

In Cap com’è organizzata la funzione acquisti? E quali sono le maggiori voci di fornitura?

Il Gruppo CAP è una delle principali società del servizio idrico integrato nel panorama nazionale e ha una struttura molto complessa che conta più di 800 dipendenti, innumerevoli impianti di depurazione e di acquedotto. L’azienda è dotata di varie direzioni funzionali al business che hanno necessità di acquisto. Il settore appalti è composto da quattro uffici e ventitré persone e fondamentale al suo interno è l’ufficio programmazione che si interfaccia con tutte le direzioni funzionali e, in accordo con le linee di business, pianifica e aggrega la spesa dei vari approvvigionamenti nel corso dell’anno.

Le maggiori voci di fornitura, in termini di spesa, sono collegate ai lavori. Si tratta dei lavori di manutenzione straordinaria ovvero nuove opere come impianti,vasche e reti. A questo si aggiunge anche la manutenzione ordinaria come la conservazione e il mantenimento degli impianti e delle reti stesse. Nel 2018, per esempio, abbiamo lanciato un accordo quadro di quattro anni per i lavori di manutenzione straordinaria da 100 milioni di euro.

Coronavirus? Quali criticità ha innescato e come avete reagito

Il Gruppo Cap è un servizio di pubblica utilità e, in base al Dpcm, non può essere interrotto il servizio di erogazione dell’acqua e di gestione della depurazione. La funzione Acquisti, in questo contesto, ha cercato di conciliare da una parte le necessità di non poter interrompere l’approvvigionamento e dall’altra di rispondere alle esigenze dei fornitori e dei concorrenti che partecipano alle nostre gare. Laddove possibile abbiamo attivato internamente l’attività di smart working mentre sulla base della singola commodity abbiamo verificato se prorogare o meno le gare in corso. Abbiamo inoltre gestito il temporaneo, attivando delle sedute pubbliche di gara in modalità online.
Oggi nello specifico abbiamo aperto le offerte economiche alla presenza dei concorrenti che erano collegati online, grazie alla piattaforma telematica di approvvigionamento di cui siamo dotati che traccia tutti i passaggi senza la possibilità che vengano eseguite manovre in automatico da parte di singoli. Infine per i contratti già attivi stiamo cercando di non commissionare penali ai fornitori per ritardi dovuti ad oggettiva dimostrazione dell’impossibilità di rispettare i tempi. Settimana scorsa alcuni fornitori con dipendenti nella “zona rossa” si sono trovati senza personale e siamo andati loro incontro.

 

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