Posted On 8 Marzo 2018 By In Interviste, Parola alla Community With 1260 Views

Procurement UK su suolo italiano

Riportiamo di seguito un estratto dell’intervista a Patrizia Nasini –  Head of Sourcing di Barclays – a cura di Micol Barba, responsabile della redazione, pubblicata sul magazine “The Procurement – Acquisti in Team” (Anno 4 Numero 1) nella sezione Parola al CPO.

Patrizia Nasini

Per la prima volta questa rubrica, Parola al CPO, ospita una voce femminile. Si tratta di Patrizia Nasini, Head of Sourcing di Barclays, non l’unica ma certamente in netta minoranza rispetto ai colleghi maschi che ricoprono la stessa funzione (profili Linkedin alla mano). Ripensando alla sua carriera, però, si ritiene privilegiata, non avendo mai vissuto evidenti scollamenti tra maschile e femminile, soprattutto nel mondo Barclays. Semplicemente, riflette Patrizia Nasini, “come in tutte le funzioni aziendali di un certo tipo, è una questione di tempi, ma ci stiamo arrivando”.

Dopo aver operato per circa 10 anni nella Grande Distribuzione (GDO), occupandosi di sviluppo e gestione di centri commerciali polifunzionali, settore allora agli esordi, è entrata in Barclays nel 2004, quando questa ancora operava in Italia con il marchio “Banca Woolwich” ed era sostanzialmente una banca mono prodotto principalmente focalizzata su mutui residenziali e agli esordi su altri prodotti di lending retail (Prestiti Personali e CQS), oltre allo storico business delle carte di credito Barclaycard “All’inizio, mi sono occupata dello sviluppo di reti di vendita, poi di business development nell’ambito della negoziazione di nuovi accordi commerciali con brokers e istituti finanziari per la distribuzione dei nostri prodotti di finanziamento ai privati. Nel 2009, l’approdo alla funzione acquisti, che a quella data risultava non completamente presidiata, avviando ex novo l’ufficio procurement della branch italiana di Barclays, e diventando Head of Sourcing. Poi, nel  2013, ho acquisito anche la responsabilità della contabilità dei fornitori (Accounts Payable)”

COSA SIGNIFICA FARE SOURCING IN BARCLAYS?

La funzione di sourcing in Barclays copre tutto il ciclo “Purchase to Pay”, occupandosi di selezione, negoziazione, contrattualistica e relazione con fornitori terze parti di qualsiasi categoria merceologica necessiti la banca: dall’IT, alle Operations, alle consulenze, ai servizi diretti o in outsourcing.

Questo comporta un importante lavoro di squadra con tutte le funzioni aziendali, faccio qualche esempio.

Avendo in Italia un modello tecnologico e operativo molto orientato all’outsourcing, siamo sempre stati molto attivi, con le funzioni IT e Operations, nel procurement di servizi relativi alla piattaforma IT, anch’essa in outsourcing, come a quelli relativi ai contact centers, ai servizi di back office, ai servizi professionali. Gli accordi con le istituzioni finanziarie di sistema, quelle che fanno funzionare i flussi finanziari nel mercato interbancario per intendersi, sono state ugualmente presidiate dalla mia funzione Lavoriamo con HR all’acquisto di benefit quali flotte aziendali, coperture assicurative e formazione. Per il Legal, ci occupiamo della definizione delle lettere
d’ingaggio con i vari studi legali, sia per le attività di General Counsel, che per quelle legate al recupero crediti. Stessa cosa per gli acquisti relativi all’immobiliare: con la funzione Real Estate management, abbiamo lavorato ai contratti di affitto delle sedi e delle filiali, nonché al facility management. Con l’implementazione della nuova strategia, che vede Barclays fare un passo indietro rispetto alla sua presenza nel retail banking in Europa, siamo stati integralmente coinvolti anche nelle recenti operazioni di dismissione, a volte per modificare gli accordi contrattuali con i fornitori, a volte per trasferirli, a volte, purtroppo, per chiuderli.

Insomma tutti gli acquisti, in termini industriali si direbbe “diretti” ed “indiretti”, sono presidiati in Barclays dal sourcing. Ma “sourcing” in Barclays significa anche supply chain management: per semplificare si può dire la funzione acquisti sottostà, come tutte le altre funzioni di banca, al criterio fondamentale di “gestione del rischio”. Questo concetto, proprio del core business di una banca, che è quello di dare credito, viene trasferito in Barclays al sourcing e a tutto il supply chain management: questo significa porre i fornitori sotto una rigida lente d’ingrandimento per una valutazione dei rischi potenzialmente dannosi per la banca derivanti da vari fattori, che riguardano sia la struttura stessa dell’azienda fornitrice che il servizio/prodotto offerto.

L’obiettivo è quello di mitigare tale rischio, sia nei processi di acquisto, sia nella gestione della relazione con il fornitore e nel controllo della sua attività nel corso del contratto. La banca, nel fare questo, garantisce che l’impatto sui propri clienti di beni e servizi acquistati da terzi fornitori abbia il minimo livello di rischio (operativo, finanziario, reputazionale) e quindi che i fornitori operino nei confronti dei clienti esattamente come se fossero parte della struttura. Per questo richiediamo contrattualmente l’aderenza alle nostre policy interne. I controlli che poniamo nei confronti dei fornitori sono degli adeguamenti, e non certo delle semplificazioni, di quelli che noi funzioni interne della banca siamo chiamati ad assolvere nella nostra attività. Per fare un esempio, basti pensare che, a seconda della tipologia e della criticità del servizio offerto, la banca richiede requisiti specifici in ambito di cyber security, physical security e di resilienza, per garantire una business continuity forte rispetto a qualsiasi rischio di blocco dell’operatività. Al fornitore è richiesto di partecipare al ripristino di eventuali blocchi, con la propria capacità di reagire ad incidenti tecnologici, così come a catastrofi, atti di terrorismo, o altro, che possano portare ad un’interruzione delle attività.

Deve dimostrare di essere in grado di presidiare questo rischio, implementando dei propri piani di azione adeguati a garantire la continuità.

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