Posted On 13 novembre 2015 By In Know-how With 586 Views

Come cambia il ruolo dei CPO manager

Gli acquisti internazionali sono in continuo aumento. Secondo il 50% delle imprese italiane nei prossimi anni almeno 1/3 delle forniture arriverà da paesi Ue e circa il 25% delle aziende ritiene che almeno 1/3 degli acquisti proverrà da paesi in via di sviluppo. Sono questi i due dati fondamentali emersi dall’ampia ricerca What’s up on Procurement 2015, realizzata da Business International in partnership con Bain & Company Italy, presentata a giugno in esclusiva nel corso dell’annuale CPO Forum 2015 e rivolto ai responsabili delle strategie di acquisto di aziende italiane e multinazionali. La ricerca ha coinvolto i CPO manager di circa 100 aziende diverse per settore e dimensione, con una prevalenza di grandi imprese con oltre 250 dipendenti e 50 milioni di fatturato.
Sul fronte acquisti i CPO manager intervistati stimano che l’incidenza delle forniture provenienti dall’Italia – che oggi si attesta sul 45% – nel breve termine calerà al 26% con una crescita esponenziale degli acquisti provenienti dalle Low Cost Countries e dal resto del mondo (al di fuori dell’Europa). Alla crescita degli acquisti internazionali da parte delle imprese, corrisponde lo sviluppo di nuove competenze da parte dei CPO manager che ricoprono un ruolo sempre più centrale nei flussi decisionali. Il 49% dei CPO manager intervistati è inquadrato all’interno del top management, contro il 27% dello scorso anno. Scende al 35% (era il 50% nel 2014) il numero dei CPO manager coinvolti solo nell’area di appartenenza, cioè che non partecipano direttamente agli organi decisionali. Cambia anche il ruolo del direttore degli approvvigionamenti, unico titolare delle transazioni degli acquisti: quasi il 40% degli intervistati afferma di avere il controllo della totalità del portafoglio acquisti. Per quanto riguarda la mission principale della direzione acquisti, nella ricerca si riscontra un aumento relativo ai temi dell’efficienza. Per il 27% dei CPO interpellati (era 26% nel 2014), il saving resta il principale obiettivo, ma cresce l’importanza dell’efficienza nel processo di acquisto, che è considerata priorità dal 13% del CPO, (era il 10% nel 2014). Cresce anche la necessità di velocità e reattività, dal 10% al 12%. Si registra poi un lieve calo di importanza nella gestione del rischio operativo (dal 13% del 2014 al 12% del 2015), una diminuzione – più significativa – dell’esigenza di qualità della fornitura: dal 15% del 2014 al 10% del 2015 e anche un lieve calo nel supporto all’innovazione (dal 9% del 2014 all’8% del 2015).