Posted On 8 gennaio 2016 By In Know-how With 558 Views

La vulnerabilità di un fornitore non è un’opzione

I rischi relativi alla supply chain costituiscono oggi la più grave minaccia alla continuità del business.

Le “rotture” della catena di fornitura possono ridurre i profitti, far scendere la quota di mercato, e minacciare produzione e distribuzione. Rischi che possono essere, se non evitati, almeno contenuti in tre modi.

Individuare e analizzare a fondo i fornitori critici è il primo step per capire l’esposizione al rischio della supply chain. La vostra azienda può avere pochi o tanti fornitori, e/o può fare parte della catena di un’altra azienda. L’importante è comprendere come un evento negativo lungo la filiera possa impattare sul business. Per questo è necessaria una visione di sistema della supply chain che evidenzi gli anelli deboli e le possibili vulnerabilità.

Una volta identificati e studiati i fornitori chiave, il passo successivo è di effettuare una valutazione accurata dei rischi a essi associati. Molti “componenti” del rischio sono comuni a tutte le organizzazioni. Quelli ambientali, per esempio: sono rischi in genere legati a fattori economici, sociali, governativi e al clima del luogo e del Paese in cui opera l’azienda. O la “robustezza” dei fornitori: il fornitore è in grado di resistere alle condizioni sfavorevoli? In caso contrario i problemi alla fornitura di un prodotto all’interno della vostra catena potrebbe avere impatti molto problematici. E i fornitori conoscono a loro volta la resistenza dei loro fornitori? La loro esposizione potrebbe essere la vostra esposizione.

Importante è valutare anche la stabilità finanziaria e la gestione aziendale del fornitore, così come i suoi processi interni e le pratiche di governance. Un’altra area critica è poi l’integrità fisica: sui nostri possiamo agire direttamente, ma su quelli dei fornitori no, eppure la salute della supply chain dipende sia dai primi che dai secondi.