Posted On 12 gennaio 2016 By In Know-how With 568 Views

Le frodi nella supply chain

Le soluzioni informatiche di analytics e Big Data hanno ormai una sofisticazione tale da offrire ottimi strumenti per difendersi dai rischi di frode nelle supply chain, ma poche aziende le sfruttano in questo senso.

Per la precisione poco più di un quarto (26%), secondo quanto emerge da una recente indagine online di Deloitte su 2600 executive dei settori manufacturing, public, financial services, media e telecom. Un altro 13% dispone di soluzioni analytics ma sta imparando a usarle, mentre il 22% non ha nessun software analitico nei suoi sistemi informativi.

«Molte aziende leader di mercato utilizzano strumenti avanzati di data analytics e di contabilità forense per individuare anomalie nei loro dati transazionali, riducendo così i rischi di frodi, sprechi e abusi», spiega Mark Pearson, principal di Deloitte Financial Advisory Services LLP. Tuttavia un gran numero di manager, continua Pearson in un’intervista a Forbes, non avendo grandi conoscenze di IT, non capiscono “la potenza degli analytics”, e quindi non pensano a sottoporre le fatture e i contratti in ambito supply chain al necessario livello di analisi.

Il problema è anche dovuto alla natura “big data” dei dati relativi alle transazioni di supply chain, che rende difficile l’estrazione di informazioni di valore. Le organizzazioni in generale, spiega Pearson, stanno facendo un buon lavoro nell’individuare trend di alto livello nei flussi di fatture, ma non sono altrettanto attente sui contenuti della singola fattura, dove statisticamente si annida gran parte delle truffe.

Le frodi tentate dai fornitori e dai loro subappaltatori possono avere molte forme. Il tipo peggiore nasce da collusioni con un dipendente interno, di solito con un ruolo negli approvvigionamenti. Un’altra possibilità è quando una persona interna “crea” un falso fornitore inesistente sottoponendo fatture a suo nome, mentre il caso forse più difficile da individuare è quello del fornitore che “gonfia” le ore di lavoro o inserisce voci di pagamento per prestazioni o beni inesistenti.