Posted On 9 dicembre 2015 By In Know-how With 530 Views

Migliorare la gestione degli acquisti nel settore pubblico è possibile

Con una spesa pubblica che ammonta al venti per cento del PIL, è evidente che il procurement pubblico ha bisogno di un maggior coordinamento.

Più specificamente, avrebbe bisogno di un Ministero per il public procurement. Tra i suoi compiti, dovrebbero esserci innanzitutto la definizione di obiettivi di efficienza a livello nazionale. Il ministero dovrebbe anche poter controllare i dati in tempo reale degli acquisti effettuati, in modo da intervenire e monitorare l’efficienza a breve termine. E naturalmente, dovrebbe effettuare proposte di riforma per un’efficienza a lungo termine.

Il secondo consiglio riguarda il focus sulle competenze. Gli sprechi, infatti, derivano dalla corruzione e dall’incompetenza, e quest’ultima è responsabile per l’83% degli sprechi. Questi sprechi rappresentano il 2% del PIL. In questo ambito, è molto importante il ruolo della Commissione Europea nel creare standard professionali e di conoscenza, in modo da spingere verso la competenza.

In terzo luogo, è necessario un piano d’azione nazionale per incrementare la performance. Un piano che premi la competenza dei professionisti, che renda il ruolo del buyer pubblico simile a quello di un diplomatico, in cui siano definiti chiari obiettivi con un orizzonte a medio termine.