Posted On 10 Novembre 2016 By In Archivio Magazine With 60 Views

Speciale Logistica e Supply Chain

5-2016

La gestione della catena distributiva che migliora le prestazioni e crea valore

The Procurement Magazine anno 2 n.5 Novembre – Dicembre 2016

L’editoriale

Fare il punto della situazione mentre tutto cambia

di Giulio Carloni

“Todo cambia”, una bella poesia del cileno Julio Numhauser, s’è trasformata in una delle canzoni più celebri del repertorio di Mercedes Sosa, la cantora popular scomparsa da qualche anno, diventata in tutto il mondo simbolo della sua terra e della lotta per la libertà nel periodo della dittatura militare.

Lo que cambió ayer
Tendrá que cambiar mañana
Así como cambio yo
En esta tierra lejana

Cambia todo cambia
Cambia todo cambia…

Tutto cambia, è vero; e particolarmente vero sembra in questi giorni in cui le elezioni americane col loro risultato imprevisto hanno mostrato come una trasformazione radicale può arrivare all’improvviso, quando nessuno se l’aspetta. Bene, ma che ci azzeccano le presidenziali USA con la logistica e la supply chain, dato che questo è il focus del presente numero della rivista, potrebbe dire qualcuno parafrasando l’ex PM Di Pietro? C’entrano, c’entrano anche con la logistica. Un cambio di poltrona così importante finisce inevitabilmente per influenzare tutto ciò che lo circonda.

Ricordate quanta enfasi c’è stata negli ultimi dieci anni sulle tecnologie destinate a diminuire l’impatto ambientale delle attività di trasporto e logistica? La logistica sostenibile, intesa come “Progetto win-win per imprese e ambiente”, è stata al centro d’una pluralità d’eventi; fra i primi ci fu l’omonimo convegno, tenutosi nel 2006 all’Auditorium Giò Ponti di Milano, nella sede di Assolombarda, cui partecipò anche il premio Nobel per l’Economia Amartya Sen e in cui si stilò il primo censimento delle iniziative di logistica sostenibile del nostro Paese, volte a ottenere una logistica più efficiente dal punto di vista della produttività ma meno impattante sull’ambiente.

Da allora ci si è confrontati su temi come trasporto sulle lunghe distanze e distribuzione locale, reverse logistics e intermodalità, impianti di stoccaggio e tecnologie per l’imballaggio… si sono studiati incentivi per la costruzione o la ristrutturazione di edifici che offrono risparmio energetico e la produzione energetica da fonti rinnovabili. L’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale ha reso più efficienti i motori, trovato fonti energetiche alternative, messo a punto unità di carico e sistemi d’imballaggio basati su materiali e processi produttivi che richiedono minor utilizzo di materie prime e d’energia e che si possono riciclare più facilmente.

Cambierà, tutto questo scrupolo sostenibile? Cambierà, molto probabilmente. Purtroppo. Nel primo discorso da presidente, Trump non ha rivelato dettagli concreti circa i suoi piani energetici, ma le sue dichiarazioni durante la campagna elettorale hanno palesato l’intenzione d’espandere la produzione di combustibili fossili. In particolare ha promesso uno smantellamento o quantomeno una revisione dell’EPA (United States Environmental Protection Agency) e il “ripensamento” delle norme restrittive dell’amministrazione Obama sull’inquinamento da carbone delle industrie.

La Goodwin Lecture all’Università di Siena, la tradizionale lezione pubblica su temi economici internazionali, l’11 novembre di quest’anno è dedicata ai temi della sostenibilità economica e ambientale globale “nell’epoca Trump”. La sostenibilità, che sembrava esser diventato un obiettivo condiviso, ha ormai cessato d’esserlo, e anche il mondo accademico se n’è già accorto.

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