Posted On 26 aprile 2018 By In News With 119 Views

Bolloré nel registro degli indagati, nel suo impero africano porti e logistica

L’industriale francese Vincent Bolloré, al termine di 36 ore di fermo e interrogatorio, è stato iscritto nel registro degli indagati. L’indagine è stata aperta per “corruzione di pubblici ufficiali stranieri” in alcuni paesi africani, nei quali avrebbe favorito, tramite le proprie società di comunicazione, l’elezione del presidente della Guinea, Alpha Condé, e del presidente del Togo, Faure Gnassingbè, allo scopo di ottenere l’assegnazione delle concessioni dei terminali portuali nei due Paesi.

Le attività del gruppo vanno dai trasporti alla logistica, alla distribuzione di energia, all’industria, alla comunicazione e ai media, alle piantagioni. In Africa, ha 25mila dipendenti ed è presente in 46 Paesi, con un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro. Gli affari di Bolloré in Africa iniziano negli anni ’80, quando acquista diverse aziende francesi di trasporti o di movimentazione di merci import-export, che erano fiorenti in epoca coloniale. Attraverso Bolloré Africa Logistics l’impresa, nata nel 1822 come cartiera di una famiglia bretone, gestisce circa 17 porti in Africa Occidentale e Centrale.

Tra le attività del Gruppo in Africa, concessioni ferroviarie in Burkina Faso, Benin e Camerun, piantagioni, ma sopratutto porti, vera fonte di guadagno e porta di accesso al continente. In Costa d’Avorio ha annunciato per il 2019 la costruzione di un secondo terminal portuale in grado di accogliere i grandi porta container che attraccano alle coste africane. Nel 2017 ha acquistato una parte della concorrente Necotrans, poco dopo che la società era stata messa in amministrazione giudiziaria al termine di un lungo contenzioso giudiziario proprio con Bolloré, legato alla gestione del porto di Conakry, che il gruppo Bolloré aveva ottenuto nel 2011 e sulla cui concessione indaga ora la magistratura. (Il Sole 24 Ore, Repubblica, France 24)

 

 

 

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