Posted On 19 luglio 2017 By In News, Real Time With 419 Views

Uk, i fornitori classificano le aziende

I fornitori bacchettano i rivenditori e stilano una classifica. Secondo un sondaggio di YouGov, realizzato per l’organismo di controllo Groceries Code Adjudicator, Asda (catena di proprietà di Walmart) è fanalino di coda nella classifica di gradimento stilata dai fornitori britannici.

Motivo? Non rispetta il codice di regolamentazione.

Di recente Asda ha cercato di migliorare i rapporti con i suoi fornitori, riducendo a 14 giorni i tempi per i pagamenti ai piccoli fornitori (430 partner legati da accordi commerciali inferiori alle 250 mila sterline l’anno). L’iniziativa non ha avuto nessun effetto e non è servita a smentire la voce che i rapporti con la sua supply chain non siano poi così idilliaci.

Ma entriamo nel merito. Il 12% dei 1.200 fornitori intervistati sostiene che Asda non applichi correttamente le normative stabilite dal Grocery Supply Code of Practice, e che abbia l’abitudine di ritardare i pagamenti, oppure eludere i risarcimenti per gli errori di previsione. Il 19%  ritiene che le prassi commerciali del rivenditore siano peggiorate durante gli ultimi 12 mesi e, in media, nello stesso periodo su tre controversie sollevate dai fornitori, una ha riguardato Asda.

Al vertice della classifica, per il quarto anno consecutivo, c’è  Aldi, che continua ad aumentare la sua quota di mercato. Solo il 5% dei fornitori, infatti, punta il dito contro la condotta del discount tedesco che, al contrario, per quasi il 50% dei supplier applica il codice alla lettera. Al secondo posto c’è Sainsbury’s e al terzo  Waitrose.

Nel corso dell’ultimo anno Tesco e Morrisons hanno mostrato progressi significativi, recuperando posizioni. Il numero di fornitori che ha avuto problemi con il Tesco, per esempio, è sceso dal 32% al 18% rispetto al 2016. Nel complesso, la percentuale di chi ha riscontrato violazioni del codice si attesta al 56%, in calo di sei punti. Non mancano però situazioni gravi. Solo qualche mese fa, per esempio, il quotidiano The Times ha riportato le pressioni subite da un’azienda inglese, obbligata da una catena a mettere a disposizione merce per un’iniziativa benefica, pena l’annullamento del contratto.

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