Posted On 9 Giugno 2021 By In Sostenibilità With 45 Views

Aumenta la tracciabilità della supply chain del cacao

La World Cocoa Foundation ha evidenziato che le aziende del settore cacao stanno aumentando la tracciabilità delle loro catene, nello specifico, si sono monitorati solo nel 2020 l’82% degli acquisti diretti di cacao in Ghana e il 74% in Costa d’Avorio, nel percorso dalla factory al punto di acquisto. Questo ha reso possibile mappare circa 605.000 coltivazioni di cacao grazie al sistema satellitare Vivid Economics che permette anche di tenere traccia dei livelli di deforestazione grazie alla Cocoa & Forests Initiative. Una partnership che ha favorito la nascita e crescita di 10 milioni di alberi in Costa d’Avorio e 226.000 ettari di area forestale in Ghana.

La visibilità e la trasparenza nella supply chain del cacao

Nell’industria del cacao e del cioccolato, la visibilità sul sourcing diretto fornisce alle aziende informazioni che possono condividere con i consumatori interessati a questioni come la deforestazione e raccontare tramite il marketing e la comunicazione le azioni e la filosofia dietro al brand. Tra questi su Supply chain Dive, fonte per il nostro articolo, viene citata l’esperienza di Hershey che, proprio nel 2021, ha deciso di impegnarsi nell’eliminazione della deforestazione nella sua catena di approvvigionamento entro il 2030. Focus dell’azione cacao, olio di palma e soia, tra i prodotti che causano maggiormente l’abbattimento di alberi.

Un altro esempio è quello di Cargill che attraverso il piano Protect Our Planet ha delineato i passaggi per raggiungere il 100% di tracciabilità entro il 2020 e si è impegnata a non convertire ulteriori aree forestali per la produzione di cacao in Ghana e Costa d’Avorio, aree soggette a questa attività.

Questione deforestazione

Un passo importante per combattere la deforestazione è aggiungere trasparenza all’approvvigionamento, una direzione che, secondo gli ultimi dati raccolti dalla Cocoa Foundation Initiative, si sta facendo strada anche perché le tendenze di acquisto dei consumatori stanno cambiando e la ricerca di brand green e responsabili è la fase di preparazione che porterà a una relazione azienda-consumatore a lungo termine.

Tecnologie come codici a barre e sistemi digitali point-to-point possono aiutare a tracciare il cacao dalla fattoria al magazzino e lungo tutta la catena e le aziende che decidono di inserirle nei propri processi hanno sicuramente migliorato o per lo meno razionalizzato il proprio impatto ambientale.

Se si hanno gli strumenti per realizzarla, la trasparenza può consentire di abbattere drasticamente i livelli di deforestazione anche perché solo così le grandi aziende possono conoscere da dove provengono i prodotti e le modalità con cui i fornitori operano nelle piantagioni. Tracciare e mappare i fornitori aiuta a comprendere fino a che punto la sostenibilità è presente o capire come e a chi introdurla.

Starbucks e l’approvvigionamento sostenibile del caffè

A marzo 2021 la società americana aveva reso pubblica la sua intenzione a diventare carbon neutral per il caffè verde entro il 2030. Ma cosa significa? Nel concreto tutti i suoi fornitori verranno dotati di strumenti agronomici di precisione, varietà di piante di caffè resistenti al clima e investirà nella protezione e nel ripristino delle terre produttrici di caffè, in primo luogo, in Colombia e Perù. Senza contare che l’ambizione di Starbucks è anche quella di ridurre le quantità di acqua del 50% con l’impiego di mulini a umido ecologici per un trattamento dell’acqua più efficiente e per favorire il rifornimento idrico nelle comunità di caffè ad alto rischio.

Nei piani aziendali quindi priorità alle emissioni derivanti dalla coltivazione del caffè che anticiperà gli ulteriori focus ovvero trasporto, torrefazione e l’imballaggio.

Grazie alla collaborazione con i suoi 400.000 coltivatori in 30 paesi, il  programma di sostenibilità avrà un impatto importante sul mondo intero del caffè. Un obiettivo raggiungibile attraverso la comunicazione e la condivisione di informazioni tra tutte le figure del settore. Un esempio di questa volontà è la decisione da parte di Starbucks di condividere “risorse sull’agricoltura rigenerativa, l’agronomia di precisione e l’economia agricola” con 100 agricoltori in Colombia, per un periodo di cinque anni.

I beneficiari di una supply chain circolare e green

Produttore / Cooperativa agricola

La catena di fornitura circolare avvantaggia in modo significativo i produttori e le cooperative agricole aumentando il loro controllo sul reddito e consentendo l’identificazione sicura e affidabile. Questo reddito aggiuntivo consente una migliore scelta dei metodi agricoli. La soluzione consente inoltre un feedback diretto da parte degli acquirenti, probabilmente la prima di tali comunicazioni mai condivisa.
Gli incentivi per i produttori ad abbracciare la catena di fornitura circolare includono l’opportunità di aumentare le entrate guadagnate, accedere ai pagamenti digitali o inseguire gli end point e rimuovere costosi finanziamenti dagli intermediari. Il miglioramento dello status finanziario offre la possibilità di ottimizzare il ciclo di produzione e raccolta, nonché di ottenere maggiori contrattazioni e controllo dei prezzi.

I trasformatori

I trasformatori lungo la catena di approvvigionamento beneficiano della supply chain circolare, ottenendo trasparenza e tracciabilità per i piccoli produttori e la prova della provenienza. Acquisiscono inoltre la capacità di dimostrare azioni concrete a supporto degli obiettivi aziendali per la sostenibilità e di utilizzare queste informazioni come un fattore di differenziazione del mercato. Molti trasformatori saranno guidati da incentivi per migliorare i loro marchi, aumentare i profitti e / o la quota di mercato, ridurre la necessità di documenti cartacei e migliorare la conformità alle normative.

I grossisti

Ai grossisti si offre trasparenza nel processo di produzione, maggiore sicurezza alimentare (tempi di richiamo più rapidi) e potenziale risparmio ed efficienza dei costi. La soluzione può migliorare il marchio e la reputazione dell’azienda, stabilire prezzi premium, proteggere dalle frodi e identificare i problemi.

I consumatori

I consumatori ottengono una migliore visibilità sulla governance e sulla qualità dei prodotti che acquistano e la prova della sostenibilità. Hanno il potere di usare i loro soldi per influenzare direttamente il comportamento del produttore. Molti consumatori influenzano il comportamento dei fornitori per supportare valori positivi e cercano di aumentare il valore del proprio denaro

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