Posted On 6 Settembre 2021 By In Sostenibilità With 74 Views

Cosa c’entrano le alghe con il packaging?

Abbiamo spesso parlato di strategie sostenibili, acquisti green e dell’impegno che le aziende devono dimostrare verso questa filosofia. Altrettante volte ci siamo concentrati sul packaging e di come questo settore stia effettivamente muovendo passi concreti verso un maggiore impegno per il pianeta. Già in passato Mckinsey aveva parlato del futuro del packaging sostenibile, introducendo alcune considerazioni relative al contesto generale in cui operano le aziende oggi:

  •  i marchi affronteranno la carbon footprint del prodotto e il suo imballaggio in modo più trasparente implementando “etichette di intensità di carbonio”, già presenti per esempio in settori come l’elettronica di consumo
  • l’aumento e l’accelerazione della complessità del contesto normativo ostacola la pianificazione
  • esistono lacune critiche nella catena del valore, che limitano i grandi cambiamenti a breve termine
  • le aziende e i retailer di beni di largo consumo si impegnano, ma l’adozione dell’innovazione da parte del mercato è lenta
  • la plastica rimarrà (per il momento)

Qualche novità arriva da oltreoceano dall’azienda DS Smith, un fornitore di imballaggi, che ha intenzione di testare la fibra di alga come alternativa per i suoi prodotti. Lo studio è inserito in un piano aziendale quinquiennale di ricerca sulla sostenibilità del valore di 140 milioni di dollari. Un impegno che spinge l’azienda a trovare quante più possibili alternative alla plastica. Le fibre, nello specifico, sono solo uno dei tanti usi delle alghe, che possono essere utilizzate anche nei prodotti alimentari, per i biocarburanti e per i prodotti farmaceutici e per la cura della persona.

I benefici delle alghe

Tra i plus identificati per questa materia naturale sicuramente l’efficienza energetica e la necessità di una minore quantità di sostanze chimiche rispetto alla fibra di legno. L’idea delle alghe come imballaggio sta suscitando molto interesse e, come conferma l’azienda, verrà inserita in diversi prodotti come cartoni, involucri di carta e vassoi di cartone. A quanto pare dunque il mercato delle alghe sta crescendo: non solo quello relativo alle tipologie verdi – più note – ma anche quello delle brune e delle rosse.

Boom per il green packaging

Una notizia simile ci era già giunta dalla capitale inglese con la start up NOTPLA che aveva inventato un packaging “commestibile” a base di alghe. Un risultato raggiunto grazie alla ricerca. Il tutto inizia da una membrana composta da alghe coltivate nel nord della Francia, essicate e poi macinate in polvere. Attraverso processi chimici poi, il tutto viene trasformato in un fluido denso che asciugandosi prende le sembianze proprio della plastica.

Le alghe sono solo uno dei tanti materiali naturali che possono trasformarsi in packaging e sono tante le realtà che si stanno impegnando in questo senso. Secondo infatti un sondaggio dell’azienda Market Watch stiamo assistendo a un vero e proprio boom del packaging green, un settore che – secondo le stime – raggiungerà in sette anni un fatturato di 413 miliardi.

Anche Mckinsey in un report, risultato da un’indagine su 10 paesi, aveva evidenziato come il consumatore fosse estremamente coinvolto dalla questione della sostenibilità nel packaging dei propri acquisti:

  • più della metà dei consumatori statunitensi è preoccupata per l’impatto ambientale degli imballaggi, soprattutto rifiuti marini
  • sono disposti a pagare di più per il green ma acquisterebbero di più se ci fossero più prodotti e se fossero etichettati meglio
  • quasi tutti sono interessati a imballaggi in plastica riciclabili e riciclati e sostituti a base di fibre
  • attenzione per igiene e sicurezza per il packaging

Il sondaggio ha anche valutato quale tipo di imballaggio sostenibile i consumatori statunitensi si aspettano di vedere più spesso. Le preferenze variano a seconda delle diverse aree di utilizzo finale esaminate:

  • I consumatori sono più o meno ugualmente interessati agli imballaggi in plastica riciclabili e riciclati e agli imballaggi a base di fibre. Le loro preferenze specifiche dipendono dall’uso finale.
  • I consumatori si aspettano l’introduzione di imballaggi più compostabili

Insomma, anche tu in qualità di azienda, dovrai capire come tradurre questa tendenza.

 

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