Posted On 24 Marzo 2021 By In Sostenibilità With 185 Views

Donne nel procurement: sfide e best practice

Donne e procurement: aumentano le posizioni di comando al femminile

L’8 marzo è passato da poco ma la disuguaglianza nel lavoro tra donne e uomini è un problema che esiste da sempre e che dovremmo affrontare. Come in altri settori, anche nel procurement non c’è una divisione equa dei ruoli e spesso ai piani alti hanno accesso unicamente i lavoratori di sesso maschile. Eppure sembrerebbe che qualcosa stia cambiando, come ha dichiarato Nikki Bell, membro del consiglio di amministrazione globale di CIPS. A quanto pare il numero di donne ad assumere un ruolo dirigenziale di alto livello è in aumento anche se gli uomini detengono ancora il vantaggio numerico nei ruoli di CPO e di leadership. Ma c’è ancora molto da fare. Per ispirare il maggior numero di professioniste nel progredire nella loro carriera e puntare sempre più in alto, Nikki Bell ha dispensato alcuni consigli:

  • Anche se è positivo avere un mentore, è meglio sviluppare le proprie capacità ed essere fedele a se stessa
  • Investire nella costruzione e nello sviluppo della propria intelligenza emotiva e resilienza
  • Continuare a costruire e coltivare una rete di consiglieri fidati

Si dice spesso che ci sono meno donne ai vertici del procurement, ma quanto meno esattamente? L’azienda di consulenza Oliver Wyman ha condotto un’indagine intitolata Women in procurement, che ha toccato più di 300 direttori acquisti in Europa, Stati Uniti e Asia in 14 settori diversi, il 41% dei quali erano donne.

In generale, secondo l’indagine, le donne compongono il 38% delle funzioni procurement. Il 60% dei Cpo ha dichiarato che le donne nella propria funzione sono aumentate rispetto a tre anni fa, mentre solo il 6% ha affermato che il numero è diminuito. Tuttavia, ai livelli più alti, risultano solo per il 25% tra i membri dei comitati di procurement management e nei team di management. In generale, il 75% delle posizioni di category manager sono occupate da uomini, e meno di un buyer su tre è una donna. Inoltre, le donne si trovano più spesso a occuparsi delle categorie di procurement indiretto, fino ad ora considerato meno strategico per il business. Nel futuro, però questo tipo di acquisti verrà sempre più considerato una leva strategica, aumentando l’importanza della posizione di chi se ne occupa.

Gli ostacoli per un procurement al femminile

Ma perché per una donna è così difficile farsi strada negli acquisti? Sempre CIPS ha evidenziato quelli che sono i 4 ostacoli principali che le professioniste si trovano ad affrontare:

  • Pregiudizio: spesso durante la carriera, una donna deve lavorare più duramente dei colleghi maschi per ottenere lo stesso riconoscimento e ci impiega  più tempo per costruire rapporti e credibilità con i maschi a livello esecutivo.
  • Mancanza di opportunità di networking femminile: a volte succede che le decisioni vengano prese al di fuori dell’ambiente di lavoro come al bar, tramite chat private ecc, tutti spazi in cui le donne potrebbero essere escluse.
  • Sindrome dell’impostore e barriere alla fiducia: non credersi abbastanza in gamba e non saper riconoscere il proprio valore sono sentimenti più comuni tra le donne che tra gli uomini. La sfida da affrontare è quella di non permettere a questi pensieri nocivi di non far sviluppare il pieno potenziale della risorsa.
  • Equilibrio tra lavoro e vita privata: i problemi familiari vengono gestiti nella maggior parte dei casi dalle donne anche se le responsabilità domestiche appartengono ad entrambi i sessi.

Gli stereotipi di genere continuano a rimanere e tra i più diffusi troviamo: 

    • Le attività che richiedono capacità di relazione o implicano il prendersi cura degli altri sono considerate femminili
    • Assumersi dei rischi o prendere decisioni è considerato un punto di forza maschile
    • La razionalità (opposta all’emotività) è considerata un tratto soprattutto maschile

Combattere questi stereotipi è dunque un passo fondamentale per superare il gender gap, un risultato che si può raggiungere con tanta tenacia e determinazione. A questo proposito, alcune professioniste degli acquisti hanno identificato le best practice per raggiungere il successo:

  • networking
  • fame di conoscenza
  • definizione degli obiettivi
  • essere chiari sulle priorità nella vita professionale e personale
  • se si presenta un’opportunità, si deve cogliere. Non si deve mai dire a se stessi di non essere pronti e non si deve mai fare il paragone con gli altri.

L’auspicio è che con il passare del tempo non dovremo più parlare di gender gap nel procurement.

 

Anche The Procurement ha a cuore il tema e promuove il superamento del gender gap. Per questo ha realizzato “Donne e Procurement. Il valore della diversità negli Acquisti” (anno 5 n.3 Giugno-Luglio-Agosto 2019), il numero interamente dedicato alle donne.

Sfoglia il numero

festa delle donne

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.