Posted On 15 Novembre 2022 By In News, Sostenibilità With 48 Views

Economia circolare, un orizzonte lontano ma necessario

La circolarità offre gli strumenti per trasformare una economia lineare produci-usa-getta in una economia dove l’inquinamento venga ridotto, i prodotti e i materiali riutilizzati e la natura preservata e rigenerata.

Supply chain circolari

Attualmente, come si legge sul Circularity Gap Report 2022, solo l’8,6% dell’economia mondiale è circolare, il che significa che circa 91 miliardi di tonnellate di materiale ogni anno vengono lasciate nell’ambiente naturale.

Una ricerca condotta da SAP con il World Economic Forum mostra che il 61% della popolazione mondiale (4,9 miliardi di persone) non ha accesso alle infrastrutture per la gestione o il riciclo dei rifiuti. Stiamo usando più risorse di quelle che il pianeta può fornire in modo sostenibile e metà delle emissioni globali totali proviene dal modo in cui utilizziamo i materiali. Il passaggio a un’economia circolare rappresenta un cambiamento nel modo in cui progettiamo non solo prodotti e nuovi materiali per eliminare gli sprechi, ma anche nuove politiche, infrastrutture ed ecosistemi aziendali.

Rispetto al passato, dove la sostenibilità non era la priorità, oggi le organizzazioni devono rendere le pratiche net-zero parte integrante del loro pensiero strategico. Ciò significa che la sostenibilità deve essere integrata nelle operazioni end-to-end, dalla progettazione al consumo. L’obiettivo è uscire dalla logica take-make-dispose, per affidarsi invece a un modello circolare basato sul riutilizzo e la riciclabilità: reduce-reuse-recycle.

Raccolta dei dati e complessità normativa

Esistono ostacoli significativi al passaggio a un’economia circolare, il principale dei quali è comprendere in fase di progettazione l’impatto ambientale delle decisioni. Per raggiungere gli obiettivi net-zero, mantenendo i materiali e i prodotti in uso il più a lungo possibile, i responsabili politici, le Ong, gli investitori e le imprese devono essere in grado di sbloccare nuove soluzioni tecnologiche.

Serve prima di tutto avere l’intenzione politica e strategica, dopodiché utilizzare i dati in proprio possesso per mitigare impatti negativi e valorizzare quelli positivi. In questo modo è possibile comprendere il contenuto riciclato nei materiali e nei prodotti, se sono riutilizzabili, compostabili, se provengono da fonti fossili e qual è il contenuto di CO2. Essere in grado di capire quali materiali vengono utilizzati e in quale momento della produzione è complicato e la realtà è che i dati necessari sono spesso in sistemi diversi.

Un’altra sfida per la circolarità è la complessità normativa, che continua ad evolvere e cambiare. La difficoltà risiede nel trovare soluzioni specifiche per vari settori, soprattutto quelli che affrontano l’ultimo miglio, in modo da poter aiutare i consumatori a svolgere il loro ruolo nel fornire un futuro senza sprechi. Sorvegliati speciali sono la plastica e gli imballaggi, ma grande importanza la ricoprono anche i tessuti, le batterie, i materiali da costruzione e i componenti elettronici.

Economia circolare: una via per la logistica

A questo argomento è legata la logistica inversa, che si concentra sul processo di restituzione delle merci dal consumatore al punto di origine per la sostituzione, il riciclo, la ridistribuzione o lo smaltimento pulito. In alcuni casi, è possibile l’estrazione e il riutilizzo dei materiali organici utili.

Si parla sempre più anche di logistica verde come principale tendenza di sviluppo della logistica moderna, una strategia che è condizione intrinseca e sistema di base dello sviluppo dell’economia circolare. La logistica verde è il concetto che collega risorse e prodotti, prodotti e consumatori, ed è fondamentale per un ciclo economico veramente sostenibile.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.