Posted On 6 Dicembre 2021 By In Sostenibilità With 241 Views

Greenwashing: cos’è e perché è importante smascherarlo

Il greenwashing rappresenta una delle principali sfide per i professionisti di Procurement.

Il termine inglese allude alla pratica di certi fornitori di spacciare articoli e prodotti non troppo green come sostenibili, presentandosi come un’organizzazione molto più responsabile nei confronti nell’ambiente di quanto in realtà non sia.

I fornitori spesso ricorrono a questo escamotage per nascondersi dietro una facciata e promuovere un’immagine di sé eco-compatibile per attrare potenziali clienti e stipulare con loro contratti redditizi.

Per combattere il greenwashing è necessario che il responsabile acquisti e il suo team siano istruiti, informati e attenti nell’effettuare una scrupolosa indagine per assicurarsi che l’azienda o il fornitore da cui si sta comprando offra reali soluzioni ecologiche e sostenibili.

Sarah Scudder, Presidente e Chief Revenue Officer di Real Sourcing Network, azienda informatica newyorkese, in un articolo apparso su Procurious, mette in guardia i professionisti di Procurement sulle truffe più comuni di greenwashing.

Tra le tecniche più ricorrenti si registrano:

 

– Informazioni fuorvianti

Cercando di deviare certi argomenti, un’azienda sposta abilmente l’attenzione su determinate caratteristiche dei propri prodotti o servizi per distrarre dal fatto che in qualche modo quel tipo di merce o servizio sta causando ingenti danni ambientali.

 

– Dichiarazioni di approvvigionamento a prova zero/etichette ingannevoli

Per rassicurare i propri acquirenti, un’azienda lancia parole d’ordine descrivendo i propri prodotti o servizi come “verdi” o definendoli “eco-friendly”, senza però argomentare o fornire prove effettive sulla veridicità delle informazioni fornite.

 

– Pubblicità evasiva

Un altro modo per convincere sulla sostenibilità di un prodotto è quello di utilizzare una pubblicità evasiva che utilizza termini grandiosi, facendo leva su una serie raccomandazioni dispensate da parte di personaggi illustri considerati autorevoli, in grado di rassicurare su determinate questioni.

 

– Affermare l’ovvio

Per impressionare gli acquirenti e i clienti dell’approvvigionamento un’azienda esalta, ad esempio, una caratteristica di produzione che tuttavia non è peculiare di quel prodotto in sé ma che in realtà interessa tutta la linea. Una pubblicità che suona bene ma che significa molto poco.

 

Nonostante “essere verdi” spesso possa risultare a breve termine più dispendioso dal punto di vista finanziario, un’organizzazione seria e attenta alle questioni ambientali deve coinvolgere l’approvvigionamento nelle sue pratiche sostenibili.

I professionisti degli appalti devono adottare una visione olistica della sostenibilità e convincere i capi aziendali che vale la pena investire in prodotti e servizi ecologici.

A ciò si aggiunge il fatto che la trasparenza di un’impresa sta emergendo come uno degli elementi di marketing sempre più significativi.

Infatti, più una catena di approvvigionamento è sostenibile, più un’azienda appare trasparente nelle sue azioni agli occhi dei consumatori e impegnandosi in questa sfida per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità, le organizzazioni evitano tattiche di greenwashing da parte dei fornitori.

Una comprensione a 360 gradi del ciclo di vita di un prodotto, inclusi rifiuti ed emissioni, effetto sull’ambiente, ostacoli nella catena di fornitura che impediscono a prodotti più ecologici di arrivare sul mercato, può rivelarsi utile per comprendere appieno le possibilità offerte da una scelta di approvvigionamento sostenibile.

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