Posted On 21 giugno 2016 By In Sostenibilità With 555 Views

I rifiuti calano, ma aumentano i costi per la raccolta

Dal dossier di Confartigianato sui servizi di raccolta rifiuti e pulizia delle città italiane risulta che negli ultimi cinque anni, i rifiuti sono diminuiti del ……..

10,1%, ma il costo per la raccolta è salito del 22,7%, vale a dire il 15% in più rispetto al tasso di inflazione (+7,7%) e il 13,1% in più rispetto alla crescita media del costo di questo servizio (+9,6%) registrata nell’Eurozona.
In soldi, per esempio, il costo del servizio di igiene urbana ha inciso nel 2014 sulle tasche di famiglie e imprenditori, calcola ancora Confartigianato, per 167,80 euro pro capite di media, per un totale di 10,2 miliardi.

A livello regionale è il Lazio a detenere le tariffe più alte d’Italia con un costo di 220,3 euro per abitante. Seguono Liguria con 212,7 euro/abitante, Toscana con 210,3 euro/abitante, Campania con 196,7 euro/abitante, Sardegna con 192,1 euro pro capite, Umbria con 182,2 euro pro capite (+13,1%), Emilia Romagna con 168,5 euro di costi pro capite. All’altro capo della classifica, la regione più virtuosa è il Molise dove i cittadini pagano 116,2 euro pro capite per il servizio di igiene urbana. Secondo posto per il Trentino Alto Adige con un costo di 130,6 euro pro capite e medaglia di bronzo per il Friuli Venezia Giulia con un costo per abitante di 130,7 euro.

Ma quel che è peggio, annota ancora Confartigianato, è che tariffe alte non sono sinonimo di servizio efficiente, anzi. In queste città è peggiore la qualità della raccolta di rifiuti. Come a Roma che, riporta ancora il dossier Confartigianato, “detiene il primato negativo dei costi più alti per l’igiene urbana e della maggiore insoddisfazione dei cittadini per questo servizio”. La raccolta di immondizia costa agli abitanti della Capitale 249,9 euro pro capite, il 50,9% in più rispetto alla media nazionale ed il 9,5 % in più rispetto ai 228,15 euro rilevati nel 2010. Roma assorbe il 7,8% dei costi nazionali per il servizio di igiene urbana.

Scendendo nel dettaglio scopriamo che a Roma il costo unitario del servizio di igiene urbana – calcolato dividendo la spesa per il peso totale dei rifiuti – è di 41,18 cent/kg, superiore del 24,9% rispetto al valore medio nazionale (32,97 cent/kg) ed imputabile soprattutto allo “spazzamento” che costa 15,72 cent/kg, tre volte e mezzo maggiore (252,7%) rispetto ai 4,47 euro/kg della media nazionale.

A fronte di questi costi, dunque, denuncia Confartigianato, solo il 9% dei cittadini romani è soddisfatto per la pulizia della capitale. Tra il 2011 e il 2015 la soddisfazione è calata del 17,7% e soltanto un quinto degli abitanti della capitale apprezza igiene e decoro dei cassonetti (22,6%), pulizia delle aree intorno ai cassonetti (21,7%) e pulizia nella propria zona (21,3%). Soltanto Palermo batte Roma, con appena il 7% dei cittadini soddisfatti per l’igiene urbana. Al contrario, la situazione migliore si registra a Verona, con il 71% dei cittadini soddisfatti per la pulizia della città, seguita da Bologna (49%) e Torino (48%).

Ma, in generale, la rilevazione di Confartigianato mostra che soltanto un terzo (34%) degli italiani è soddisfatto della pulizia della propria città, un valore inferiore di ben 29 punti percentuali rispetto al 62% della media europea e che ci colloca all’ultimo posto in Europa per il livello di soddisfazione dei servizi di igiene urbana.

A cura di [GoGreen]